Pronto soccorso in tilt: troppi i codici verdi

Era il 12 agosto scorso. La presidente della Regione Debora Serracchiani incontrò la commissione consiliare Welfare e Politiche sanitarie al municipio di Gorizia. E spiegò i termini della riforma sanitaria, insistendo su un concetto: «Oggi - furono le sue parole - gli ospedali drenano il 55% delle risorse mentre il restante 45% va alla medicina territoriale. Noi vogliamo invertire le percentuali perché i soldi, oggi, vengono spesi male. Negli ospedali i posti-letto sono occupati al 50% con punte del 72 in alcune strutture. Per questo, si procederà a un potenziamento delle figure degli infermieri di equipe territoriale».
Nobile intento se non fosse che oggi siamo punto e a capo. Il Pronto soccorso continua ad essere sotto pressione. E non sono esagerazioni: basta fare un veloce sopralluogo per rendersene conto. La giornata peggiore lunedì scorso con picchi di una quarantina di persone in attesa di essere visitate. «Questa è la naturale conseguenza del taglio dei posti-letto e del contemporaneo mancato potenziamento della sanità sul territorio», fa notare un operatore che preferisce mantenere l’anonimato.
Si è verificata, addirittura, una carenza di barelle che ha comportato problemi agli operatori sanitari.
I nodi vengono al pettine Continuano ad essere molti (anzi troppi) gli isontini che si rivolgono al Pronto soccorso, intasandolo. Risfoderiamo i dati complessivi relativi al 2013, gli ultimi a nostra disposizione. Dal primo gennaio al 31 dicembre gli accessi al Pronto soccorso goriziano furono 22.685, dei quali il 15,9% per codici bianchi (nessuna urgenza), 62,1% per codici verdi (lesioni o problematiche di urgenza minore, ma che vanno comunque curate), il 19,7% per i codici gialli (casi urgenti), il 2,4% per i codici rossi (emergenze con paziente in pericolo di vita).
Riguardo all’ospedale monfalconese, i casi più gravi (rosso) hanno inciso per lo 0,7%, quelli non gravi (bianchi) per il 38,8%. Effettivamente, i codici bianchi continuano ad essere tanti, anzi troppi, l’abbiamo scritto più volte. Da evidenziare la professionalità degli operatori che, pur sottoposti ad elevate dosi di stress, mantengono la lucidità e mettono nelle condizioni migliori i pazienti. Andando oltre, il codice più frequente a livello provinciale è il verde (costituisce il 54,2 per cento), il giallo equivale invece al 13,7%.
L’appello dell’assessore L’assessore comunale al Welfare Silvana Romano manifesta preoccupazione per questo trend. «Trend - spiega - che è destinato ad aumentare visto che dal 2010 al 2013 c’è stato un aumento del 6% delle persone ultrasessantacinquenni che, potenzialmente, hanno maggiore bisogno di cure. Non posso che auspicare con forza che si arrivi concretamente a un potenziamento della sanità territoriale. Così non si può andare avanti. Della riforma regionale ricordo soltanto i tagli, fra cui quello del Punto nascita, ma non certamente novità sotto il profilo del miglioramento dei servizi».
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