Pulizia alghe e il braccio di ferro Gli stabilimenti alla fine pagano

Gli stabilimenti balneari che, in un primo tempo, non avevano aderito alla convenzione per la raccolta delle alghe presenti lungo la battigia davanti ai loro stabilimenti, hanno deciso, con senso di responsabilità, di accollarsi l’onere della spesa che diversamente sarebbe stato a carico del Comune di Grado.
«Con senso di responsabilità e dopo numerosissime attestazioni di solidarietà dei nostri concittadini, abbiamo accettato nuovamente di aderire al servizio di pulizia e gestione dello spiaggiato depositato sulla battigia, antistante e fuori dalle nostre concessioni, e ciò, crediamo, a vantaggio di tutta la nostra comunità», dicono i titolari degli stabilimenti Jolly–Costa Azzurra, Tivoli, Al Bosco, Pineta Beach, Airone e Spiaggia di Snoopy, Laguna Gradese e Costa del Sol.
Gli stessi referenti degli stabilimenti a ogni modo auspicano che la decisione presa corrisponda a un percorso di riqualificazione e aumento dei servizi, di progettualità sulla sicurezza, di accessibilità delle strutture, attraverso «una semplificazione degli adempimenti burocratici, finalmente in un clima di collaborazione necessaria con le amministrazioni sia comunale sia regionale». È questa, indubbiamente la notizia, più rilevante nella missiva che gli stessi titolari degli stabilimenti balneari hanno scritto a seguito delle dichiarazioni del sindaco Dario Raugna «senza per questo voler alimentare inutili polemiche che non ci appartengono».
Una presa di posizione, dunque, sulla questione della pulizia dello spiaggiato dalla battigia, anche per offrire ai concittadini una diversa (e a loro avviso «corretta e veritiera») versione dei fatti. «Grava su noi concessionari – spiegano – l’obbligo di pulizia e manutenzione dell’area in concessione, obbligo al quale non ci siamo mai sottratti e mai ci sottrarremo. Non vale altrettanto per la battigia, che esula dalla nostra disponibilità, anche giuridica, ed è liberamente fruibile da chiunque».
Ecco allora il raffronto con la Git «nostro diretto competitor a capitale pubblico con ingressi nella spiaggia a pagamento», che ha rilevato (e attestato nei propri documenti contabili) che «molto alti risultano i costi di smaltimento e raccolta alghe da sempre considerati dalle normative rifiuti». Ricordano ancora che lo scomparso presidente pro tempore Mauro Bigot ebbe modo di dichiarare, in tempi non sospetti, come «le spese di concessione, tra spiaggia, acqua e rifiuti, superano il 15% dei ricavi. E poiché non si può sempre trasferire tutto sugli utenti, solo una pensata dei nostri amministratori può tirarci fuori dai problemi, che, per i piccoli sono più assillanti». —
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