Quegli scontri a Versa del 1866 prologo agli assalti sul Calvario

Lo scontro tra le Truppe italiane e austriache  



Versa, oggi frazione di Romans d’Isonzo, ma sede parrocchiale fino nel 1482 (Romans era cappellania di Versa), dotata di propria municipalità fino nel 1928, nel suo piccolo è citata nei libri della storia italiana ed europea in virtù di un fatto d’armi: “La battaglia di Versa”, che accadde il 26 luglio 1866, a ridosso del ponte sul torrente Torre. Lo scontro vide protagoniste le truppe italiane provenienti da Palmanova e quelle dell’Impero austriaco ferme al di qua del Torre. Il combattimento favorì le truppe italiane guidate dal generale La Forest-Divonne e da quella vittoria si giunse alla stipula dell’armistizio del 12 agosto seguente, firmato in casa Tomadoni a Cormòns, quindi alla pace di Vienna del 3 ottobre seguente.

Le truppe italiane entrarono a Versa, diventata italiana, ma solamente per pochi giorni, sapendo che con l’armistizio di Cormons e la Pace di Vienna, l’Austria cedette al Regno d’Italia il Veneto, ma la linea di confine tra Italia e Austria venne fissata con la sponda destra del torrente Torre, come a dire che Versa ritornò asburgica rimanendo tale fino alla fine della prima guerra mondiale. Nello scontro armato furono coinvolti, da parte italiana, 5 squadroni del Reggimento Lancieri di Firenze (circa 400 cavalieri), 14 compagnie di bersaglieri (1.600 uomini), e la 5a batteria dell’8° Reggimento d’artiglieria con sei pezzi, mentre l’Austria schierava 2 squadroni e mezzo del reggimento Ussari Wurttemberg (300 cavalieri), 18 compagnie dei Reggimenti Arciduca Luigi Vittorio, Nagy e Granduca di Toscana (2.500 uomini) e una sezione della 7a batteria del 7° Reggimento d’artiglieria con due pezzi. Alla fine tra gli italiani si contarono 7 morti, 29 feriti, tra cui 2 ufficiali, e 30 cavalleggeri dispersi, mentre sul fronte austriaco i morti furono 30, i feriti 51 e 83 i dispersi. La “Battaglia di Versa” è raccontata nel libro di Massimo Portelli, “La Campagna del 1866 nel Friuli Orientale”: una copia venne donata il 22 ottobre 1966, a Versa, dallo stesso Portelli, al presidente della Repubblica Saragat, quando venne scoperta una lapide commemorativa in piazza, mentre una seconda lapide che ricorda l’evento è posta all’esterno della settecentesca Casa Baldassi, in via Lauretana, dove fissò il comando il generale Alberto La Forest-Divonne. —

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