Raccolta firme a Sagrado per abbandonare il distretto Basso Isontino

Bumbaca Gorizia 05.11.2018 Nuovo ambulatorio a Poggio © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 05.11.2018 Nuovo ambulatorio a Poggio © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Troppi disagi e silenzi sulla riforma sanitaria. E i residenti di Sagrado dicono basta. Tanto da avere avviato una raccolta di firme da sottoporre all’Azienda sanitaria, e nella fattispecie ai distretti Alto e Basso Isontino (o se preferite, Destra e Sinistra Isonzo). Una raccolta firme che sarà effettuata ancora per un paio di settimane, reperibile negli ambulatori dei medici di base del comune guidato dal sindaco Marco Vittori, peraltro a conoscenza della questione. E anzi, “al fianco dei cittadini”, in questa richiesta di presa di coscienza dei problemi.

«Regione e Azienda sanitaria da mesi si stanno facendo attendere nel fornire risposte alla comunità. Come sindaco non posso che comprendere e affiancare l’iniziativa – afferma Vittori –. In un’era come quella informatica trovo incomprensibile che non si possa accedere alla prestazione desiderata da qualsiasi punto della provincia di Gorizia, senza distinzioni e bandierine. Destra o Sinistra Isonzo poco importa, basta che un servizio funzioni e non sia sempre più distante. Di questo passo dovremo recarci a Cattinara per un referto?».

Tutto prende le mosse dal cambio di competenza territoriale in ambito sanitario. A gennaio Sagrado era passata sotto la “giurisdizione” del distretto Basso Isontino dopo avere storicamente gravitato sulla Destra Isonzo in ambito socio-assistenziale. Una decisione che pareva naturale, seguendo l’adesione all’allora nascente Uti “Carso Isonzo Adriatico” con capofila Monfalcone. «Ma questa decisione sta chiaramente rivelando le sue criticità – fa sapere Alessandro Visintin, uno dei portavoce –. Per questo abbiamo deciso di farci sentire, raccogliendo tutte le informazioni anche grazie all’aiuto dei medici di base».

In relazione alla variazione di competenze territoriali sanitarie, i cittadini lamentano come le discrepanze più evidenti riguardino il servizio di assistenza domiciliare, in cui i tempi di attesa tra Alto e Basso Isontino «non sono uniformi, con tempi decisamente più lunghi nel secondo, e con servizi che necessitano sempre di una certa urgenza di esecuzione e risposta, trattandosi di persone quasi sempre con gravi malattie, anziane, non autonome o di recente dimissione ospedaliera». Inoltre «sempre riguardo l’assistenza domiciliare, nel caso di prescritte medicazioni giornaliere, il personale si trova in difficoltà a coprire tutti i giorni un territorio così ampio».

Esiste poi un problema logistico sia per i sagradini che ora devono fare riferimento a Monfalcone per prenotazioni, appuntamenti, visite e ritiro referti, sia per il personale sanitario, che deve svolgere la propria attività nelle frazioni di San Martino e Poggio partendo da Monfalcone. «È venuto meno quel tessuto di disponibilità tra cittadini o vicini di casa che permetteva di espletare facilmente al Poliambulatorio di Gradisca una serie di pratiche, senza addentrarsi in un centro urbano come quello di Monfalcone, distante e trafficato. Segnaliamo infine un peggioramento del servizio di Igiene alla persona per la presenza non costante, e che l’ufficio Afir per protesi ausili e servizi di questo tipo si trova ora anch’esso a Monfalcone creando ulteriori problemi a chi ne ha già molti». –



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