Raggiunta la soglia delle 3 mila vittime, Riccardi: «Tutti vaccinati entro l’estate»

A Udine 1.523 morti contro i 665 di Trieste. A giorni via alle prenotazioni per i farmaci anti Covid a chi ha tra 79 e 75 anni

TRIESTE Milestone, dicono gli americani o gli inglesi per indicare una cifra tonda, che fa impressione. Pietra miliare, in italiano, ovvero il cippo posto sul ciglio stradale utilizzato per scandire le distanze tra le città, dall’epoca dell’antica Roma ai giorni nostri. E ieri, 13 marzo 2021, giornata in cui si venera San Rodrigo di Cordova, sacerdote e martire spagnolo, il Friuli Venezia Giulia ha raggiunto una pietra miliare poco invidiabile nel triste bilancio delle vittime del Covid 19, in quella che ormai sembra davvero una Via Crucis senza fine. Tremila morti dall’inizio della pandemia, cominciata giusto un anno fa. Gli ultimi 15, quelli che hanno portato il conto alla cifra tonda, nelle 24 ore tra venerdì e sabato. Fredde statistiche, dirà qualcuno, ma dietro ogni numero si cela un’esistenza, una storia, un uomo o una donna che se sono andati spesso da soli, lontani dai loro affetti, in un’asettica stanza di ospedale. È la provincia di Udine che paga il tributo più pesante: 1.523 deceduti, seguita da Trieste con 665 (l’area giuliana fu molto più colpita nella prima ondata del Covid), 608 a Pordenone e 204 a Gorizia. Numeri pesantissimi arrivati in una giornata che ha visto sfiorare di poco un’altra cifra tonda: quella dei 1000 nuovi positivi. Nelle ultime 24 ore, informa il report della Regione, ne sono stati registrati 953 di cui 622 a Udine, 130 a Trieste, 115 a Gorizia e 79 a Pordenone. Stabili i ricoveri in terapia intensiva (65) mentre aumentano ancora i posti letto occupati negli altri reparti: 504 (+6). A fronte di un quadro tanto fosco, una nota di speranza arriva dallo strumento ora a disposizione per sconfiggere il coronavirus: l’arma del vaccino. Proprio sulla campagna vaccinale e sulla tabella di marcia da seguire in Friuli Venezia Giulia è intervenuto ieri il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi. Se a marzo, spiega, bisognerà portare ancora un po’ di pazienza, ad aprile arriverà la vera svolta. Quello infatti, secondo l’assessore, sarà il mese in cui si accelererà sulle coperture per i più fragili, si arriverà alla totale messa in sicurezza degli over 80 e si comincerà con quella vaccinazione di massa che potrebbe concludersi in pochi mesi. «Sì - afferma conferma Riccardi –, penso proprio che abbia ragione il commissario Francesco Paolo Figliuolo: se avremo a disposizione le dosi promesse dalle case farmaceutiche potremo completare la campagna vaccinale entro l’estate». Prima, però, c’è da – metaforicamente – giocare in difesa in queste ultime due settimane di marzo. Il problema essenziale, in fondo, è sempre quello e porta al fatto che in una regione dove il potenziale vaccinale raggiunge oggi – senza il coinvolgimento di specializzandi, medici di base e nel caso pure sanità privata – circa 7 mila inoculazioni al giorno quello che manca, o meglio che non arriva in quantità sufficienti, è il prodotto finito, il farmaco anti-Covid. Perché se Pfizer sta quantomeno rispettando le consegne con circa 16 mila dosi a settimana, di Moderna sono arrivate poche fiale e AstraZeneca continua a tagliare le forniture. Ad aprile però, stando al piano vaccinale nazionale, Pfizer dovrebbe incrementare notevolmente le forniture. «Per quello chiedo pazienza, in queste settimane, a tutti. La partita degli over 80 sarà chiusa entro metà maggio, con la seconda dose di vaccino, anche se il vero mese chiave, in cui contiamo davvero di cambiare passo, se verranno rispettate le consegne promesse, sarà aprile. In quel mese spero, e credo, che tutte le categorie più vulnerabili, familiari e caregiver comprese, non avranno problemi per essere immunizzati». La campagna, in ogni caso, non si ferma qui e la Regione è pronta a compiere un ulteriore passo in avanti aprendo da metà settimana le agende vaccinali per chi ha tra i 79 e i 75 anni. Una scelta, questa, presa ancora una volta in base ad AstraZeneca e al calcolo sull’effettiva disponibilità di dosi proporzionata ai cittadini in quella fascia d’età. Sono nel dettaglio, circa 66 mila potenziali beneficiari di vaccino con la Regione che si attende un’adesione compresa tra il 60% e il 70% tale, cioè, da non mettere in difficoltà il sistema con l’attuale disponibilità di dosi. —

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