Riemerge dagli archivi la Ronchi di un secolo fa

Messi a disposizione 40 mila euro per il riordino dell’archivio comunale. I documenti più antichi risalgono al 1918
Bonaventura Monfalcone-10.12.2019 Archivio comunale-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-10.12.2019 Archivio comunale-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura



A cinque anni dall’ultimo intervento messo a punto dalla Cooperativa degli archivisti e paleografi di Trieste, l’amministrazione comunale di Ronchi mette ancora una volta mano al suo ricco e particolare archivio. Sono 40 mila gli euro a disposizione per questa operazione. «Prossimamente – spiega il sindaco, Livio Vecchiet – la struttura amministrativa sarà interessata da una riorganizzazione logistica, a seguito della quale è opportuno provvedere a una riorganizzazione degli archivi comunali che non può prescindere da una nuova collocazione razionale e funzionale anche della documentazione presente negli armadi dei singoli uffici».

L’archivio comunale è costituito dalla documentazione presente negli uffici e da quella conservata nell’archivio di deposito dell’edificio municipale, il tutto quantificabile in seimila unità archivistiche (faldoni e registri) pari a circa 600 metri lineari, cronologicamente compreso dall’inizio del 1900 ad oggi. Ma anche l’ufficio tecnico richiede un lavoro più articolato dovuto all’attuale disposizione della documentazione, già oggetto di analisi nel corso del 2008, quando era stato compilato un elenco di consistenza dei faldoni presenti negli armadi, pari allora a 1. 089 pezzi, corrispondenti a circa 110 metri lineari e che oggi è aumentata.

«C’è la necessità impellente – aggiunge – di intervenire per razionalizzare l’archivio, ridurne la massa cartacea per definirne l’esatta dimensione e trovare lo spazio dove conservarlo razionalmente. Il lavoro dovrà essere svolto da specialisti con alta formazione e conoscenza della realtà archivistica comunale che siano in grado di stilare i relativi strumenti di corredo necessari alla consultazione al fine di ottenere un archivio ordinato e funzionale sia all’attività quotidiana degli uffici sia a finalità di natura storica».

I primi atti dell’archivio comunale risalgono al 1918. Anche se la cittadina era già Comune autonomo nel 1850, nessuna testimonianza documentaria di quegli anni è rimasta conservata e ciò a causa dell’incendio che devastò l’archivio durante la prima guerra mondiale. Ciò che va fatto risaltare è che esso, negli ultimi anni, è stato oggetto di un preciso progetto di riordino che ha valorizzato i sotterranei del palazzo municipale. I primi registri di nascita, matrimonio e morte risalgono al 1925, mentre consistente e particolareggiata appare una serie di atti prodotta dall’ufficio tecnico. Storiche sono le notizie sulla realizzazione di strade a partire dal 1949, la situazione di fogne e di canali irrigui dal 1920, anno in cui si trovano informazioni anche sull’illuminazione pubblica. Ci sono tre archivi aggregati che riguardano l’Eca, il Servizio elettrico municipale ed il Consorzio casa di riposo. —

Riproduzione riservata © Il Piccolo