Ring e attrezzi per il fitness nell’ex magazzino del Lloyd
La nuova palestra della società Audace è stata ricavata in un vecchio hangar poi trasformato in laboratorio di sapone, officina di metalli e rimessa militare

Silvano Trieste 2019-11-30 Palestra Audace
TRIESTE Oltre 800 metri quadri distribuiti su due piani e ambienti sportivi moderni ricavati all’interno di spazi che raccontano di una pagina poco noya della Trieste dell’Ottocento.
Si sono aperti ieri i cancelli della nuova palestra della Società sportiva dilettantistica “Audace”, tempio della forma fisica con un’attenzione particolare alle arti marziali e al Crossfit (un elaborato sistema di disciplina motoria) ricavato in Androna Campo Marzio 12 e con ingresso alternativo (al momento il principale dopo il crollo legato al maltempo nella via sottostante) in Androna Santa Tecla. Spazi, come detto, con un’importante storia alle spalle.

Macchinari, ring e sistemi avveniristici di preparazione fisica sono stati posizionati infatti all’interno di un ex deposito del Lloyd Austriaco. Il “Manufatto 108” (questo il nome originario del luogo) nasce dalle proprietà di sir Iver Borland, un possidente inglese che nel 1838 concede in affitto lo spazio (ufficialmente un magazzino) alla “Seconda Sezione del Lloyd”, la Società di Navigazione a Vapore del Lloyd Austriaco sorta due anni prima. Da qui la prima trasformazione, disegnata con la creazione di un arsenale, divenuto poi negli anni una fonderia - costruita in blocchi di arenaria, dotata di due ciminiere e caldaia a vapore - e poi una sorta di officina.
Nel primo scorcio del Novecento altra metamorfosi, con l'ex magazzino che si reinventa in laboratorio di sapone, in una officina di metalli e successivamente persino in una bottega da “bottaio”, l’artigiano preposto alle riparazioni delle botti.
Non è certo finita. Quel luogo ha il dono di ridipingere ancora la sua identità, dal momento che la storia lo ricolloca come ufficio militare preposto alle truppe del Reggimento “Campania” e della 25° Compagnia “Treno”. Il processo di uso e riciclo non terminerà certo qui. L'ex Manufatto 108 saprà risorgere anche in veste di “Annesso” all'Università e di passaggio per il commercio del combustibile.
Una storia tornata alla luce grazie all’antropologa triestina Gabriella Cadel, incaricata dalle imprese locali di svolgere una ricerca sul sito, fase da cui poi avviare le possibili trame di vendita e di riqualificazione: «Tra le cose che mi hanno colpito durante la ricerca, spicca senz’altro l’effetto bellico - ha sottolineato la ricercatrice -. Quella zona fu bersagliata anche dai partigiani, con conseguenze ravvisabili sino a via Belpoggio».
Resta una curiosità: che fine avrà fatto poi Iver Borland? Pare che l'inglese non se la sia passata bene dopo la concessione del magazzino al Lloyd Austriaco ma abbia potuto soggiornare da conoscenti per qualche tempo a Palazzo Carciotti, forse meditando affari più proficui.
L’affare lo sta provando intanto lo staff della società sportiva Audace, affittando una proprietà targata Zanete Group. La storia insomma continua. E ad accompagnare l’avvio di questa avventura è stata ieri sera, in occasione della cerimonia del taglio del nastro, una madrina d’eccezione: la fiorettista olimpica Margherita Granbassi. —
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