Roma accelera sul “sì” al rigassificatore di Trieste

La convocazione tanto temuta, alla fine è arivata: le amministrazioni e gli enti territoriali sono stati convocati martedì 19 maggio alle 10.30 al Ministero dello Sviluppo economico alla Conferenza dei servizi per l’Autorizzazione unica al rigassificatore di Gas Natural a Zaule. Nessun tentennamento o rinvio dunque da parte del Governo e la minaccia assume così contorni sempre più definiti. Ora nessun colpo di scena può essere escluso a priori, ma un copione di cosa accadrà è già stato tracciato dagli stessi protagonisti: la Regione non dàrà il proprio assenso al Mise per cui l’ultima parola passerà in capo allo stesso premier Matteo Renzi il cui decisionismo è riconosciuto.
«La nostra posizione non è minimamente cambiata - ha confermato ieri l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito - la contrarietà all’impianto è totale, della medesima opinione sono tutte le amministrazioni territoriali, per cui credo che abbiamo tutte le carte in regola per farci valere anche se eccezioni di tipo prettamente ambientale non possono più venir avanzate». Vito riferisce che l’amministrazione regionale ha anche aperto un tavolo interdirezionale per tracciare la strategia d’opposizione. «Il percorso comunque dovrebbe essere tracciato - aggiunge - mancata nostra intesa con il Mise e decisione che passa alla Presidenza del Consiglio».
Il 30 marzo rispondendo a un’interrogazione del deputato triestino Aris Prodani, il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo ha affermato che «il definitivo parere della Commissione tecnica Via-Vas ha evidenziato che non si riscontrano ulteriori incompatibilità con le componenti ambientali esaminate causate dalle previsioni del nuovo Piano regolatore del porto di Trieste anche a seguito degli approfondimenti del quadro ambientale e degli studi effettuati da parte dell’Autorità portuale». La pratica ha dunque lasciato definitivamente le stanze del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per entrare in quelle del ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi dove appunto si svolgerà la riunione di martedì prossimo. Ma già qualche giorno prima, il 19 marzo, ancora più chiaro era stato il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. Rispondendo a un ’interrogazione di alcuni parlamentari di Sel tra i quali Serena Pellegrino aveva sottolineato che «il ministero dello Sviluppo economico non può negare l’autorizzazione alla costruzione senza un motivo giuridicamente valido, né esprimersi sull’incompatibilità dell’infrastruttura con il traffico marittimo del porto di Trieste, poiché sull’argomento si è già espresso il ministero dell’Ambiente».
Ma ha anche specificato che «la normativa sul procedimento amministrativo prevede che il ministero dello Sviluppo economico non possa rilasciare l’autorizzazione all’infrastruttura senza un’intesa con l’ente regionale». Cosa accadrà da martedì in poi lo aveva anticipato negli stessi giorni la stessa governatrice Debora Serracchiani: «L’intesa Ministero-Regione è necessaria. Se non viene raggiunta la palla passa alla Presidenza del Consiglio. E quale sia la posizione di questa amministrazione regionale è evidente: la nostra non è una contrarietà pregiudiziale agli impianti di rigassificazione, ma è incentrata su questo tipo di impianto in questa specifica ubicazione».
«Andremo a ribadire in modo estremamente fermo le nostre posizioni tutte egualmente negative», annuncia il sindaco Roberto Cosolini. E se l’assessore comunale all’Ambiente Umberto Laureni ricorda che l’opposizione all’impianto ha un’arma in più rappresentata dagli studi geologici sui movimenti della faglia, l’assessore provinciale Vittorio Zollia pone un’eccezione preliminare: «È opportuno che tutte le amministrazioni, in particolare Regione, Provincia, Comuni e Autorità portuale, si trovino per un incontro preliminare per fare congiuntamente presente a Roma che la Conferenza dei servizi è stata convocata in termini eccessivamente ravvicinati e tali da non permettere ai Consigli degli enti territoriali di votare nuovi documenti con prese di posizione aggiornate».
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