Scomparsa la scultura realizzata per il concerto dei tre presidenti

Onda su onda. Alla fine, sulle note di Paolo Conte e i versi di Pablo Neruda, la scultura mosaico “Onde” di Marco Bravura è scomparsa nel nulla. Era stata ammirata a Trieste nel luglio 2010 da almeno 10 mila persone in occasione del “Concerto dei tre presidenti” del 13 luglio diretto da Riccardo Muti per il Ravenna Festival. La scultura, larga tre metri e alta due e mezzo,avrebbe dovuto suggellare a imperitura memoria uno dei “momenti magici” (forse il più importanti) dei tre mandati del sindaco Roberto Dipiazza. La presenza contemporanea a Trieste dei capi di Stato di Italia, Slovenia e Croazia: Giorgio Napolitano, Danilo Turk e Ivo Josipovic. A sollevare la questione è il giornalista e scrittore Luciano Santin. «Ravenna Festival, organizzatrice dell’evento, aveva allora commissionato un’opera simbolica all’artista romagnolo Marco Bravura, il quale aveva creato “Onde”, una scultura mosaicata da ambo le parti, donata al Comune di Trieste e collocata accanto all’orchestra nel corso dell’evento. “Onde”, raffigurante i tre popoli che nell’Adriatico si incontrano e si mescolano e si affratellano, è nel solco di una tradizione di Ravenna Festival: analoghi messaggi di pace sono stati infatti collocati a Beirut e Sarajevo, in occasione dei concerti lì tenuti da Muti», racconta Santin.
Solo che dell’opera si sono perse le tracce. Non si sa dove sia finita e dove sia stata imbucata. «Da allora, del manufatto non c’è più traccia, voci ufficiose lo dicono giacere in qualche deposito municipale mentre un post di dieci anni fa ipotizzava una collocazione nel Tergesteo», aggiunge lo stesso Santin. Negli anni si era parlato della possibile sistemazione dell’opera come spartitraffico all’interno di una delle tante rotonde realizzate negli ultimi anni. Il problema vero è che nessuno sa dove sia finita. «Ho investigato negli uffici dei conservatori museali, ma non vi è alcuna traccia del mosaico nei nostri archivi», scrive in una mail Laura Carlini Fanfogna, direttore del Servizio Musei e Biblioteche del Comune. Un giallo in piena regola. «La prima domanda da porre è: dove esattamente si trova “Onde”, e che cosa intende farne il Comune? La seconda è: se ci si mette tanto tempo a collocare un’opera pronta, e che richiama alla pace quale valore supremo in un luogo pesantemente segnato dagli orrori del ’900, come mai tanta fretta per realizzarne una che ricorda un atto di guerra?», si chiede Santin ricordando la scultura in triplice copia in arrivo a Trieste dal Vittoriale per la mostra su D’Annunzio.La scultura “ Onde” di Bravura è stata realizzata con pietra carsica accompagnata da un paio di versi di Pablo Neruda: “Perché l’amore, mentre la vita ci incalza / è solo un’onda più alta tra le onde”. «Tre strutture unite alla base costituiscono la scultura, suggerendo il movimento di tre onde quale espressione del mare che bagna le tre nazioni di Italia, Croazia e Slovenia», spiegava Bravura: «Tre onde di uno stesso mare che idealmente le unisce. In senso più ampio, le onde sono simbolo di moto eterno e, con la musicalità del loro rifrangersi, parlano di energia e bellezza giocosa«. Tre onde infrante dentro una risacca comunale senza fine.—
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