Scuola di vita e fucina di iniziative dalla cultura all’attività sportiva

la storiaUna storia, quella dell’istituto Stella Matutina, che resterà impressa nel cuore di tante generazioni di goriziani che lì hanno trascorso gli anni più belli della loro gioventù. Una gioventù...

la storia



Una storia, quella dell’istituto Stella Matutina, che resterà impressa nel cuore di tante generazioni di goriziani che lì hanno trascorso gli anni più belli della loro gioventù. Una gioventù vissuta in un clima di grande amicizia e di forte aggregazione conservando un indelebile ricordo di quanto i bravi ed indimenticati padri gesuiti hanno saputo trasmettere nella formazione dei giovani. Una formazione che si è sempre identificata nelle grandi idealità mariane e ignaziane che li avrebbero poi accompagnati lungo il cammino della vita. Insegnamenti, consigli, orientamenti e indirizzi rutti rivolti al bene nel proseguire lungo la strada della crescita e della testimonianza.

«I padri passano - aveva sottolineato, una volta, padre Giovabbi Colpo nel corso di una messa - ma quello che rimane è la coscienza di proseguire sempre lungo la strada maestra portatrice di interiore libertà di scelta e di discernimento».

L’istituto, aperto a tutti i ceti sociali, era una continua fucina di iniziative che partivano dalla sfera religioso-formativa a quella culturale, ricreativa e sportiva. Il gioco del calcio rappresentava il più gratificante degli sport per i tanti giovani che lo praticavano. La “leggendaria” squadra dell’Ardita era formata da giocatori di alto livello, tra i quali spicca il nome del concittadino azzurro Giorgio Puia, storico giocatore del Torino, poi della nazionale. Ma anche l’attività teatrale era molto apprezzata ed intensamente seguita, oltre che dalle famiglie dei congregati, da gran parte della cittadinanza e annoverava tra gli altri il famoso e conosciuto attore Gianfranco Saletta, recentemente scomparso. Ma anche il settore culturale aveva trovato in padre Sergio Katunarich l’infaticabile animatore ed artefice di programmatore di cineforum, incontri, tavole rotonde, dibattiti e confronti. Così come l’attività ricreativa e scoutistica con i soggiorni estivi a Lorenzago e altre gite comunitarie coronate sempre da pieno successo. Il tutto coordinato dall’amato e indimenticato fratel Serafino che è stato, sino all’ultimo, memoria storica dell’istituto vivendola e testimoniandola per oltre 60 anni di permanenza.

Poi, la congregazione mariana: professionisti con i settimanali incontri tenuti da eccellenti padri conferenzieri, molti dei quali giungevano dalle case dei gesuiti di Padova e di Milano. Altrettanto importante la partecipazione alla grande processione del Corpus Domini che si snodava per le vie cittadini.

Ricordi, nostalgici ricordi, che rimarranno intramontabili nella memoria e che hanno saputo imprimere il senso, il valore e la profondità della devozione mariana che è stata lo stemma più autentico e genuino della secolare presenza dei gesuiti nella nostra città. —



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