SE LO STATO TEME GLI ULTRAS
Certo, i tifosi violenti del Napoli vanno puniti per i tumulti alla stazione di partenza, alla stazione d'arrivo (Roma), sul treno, e allo stadio, domenica scorsa. Ma la domenica non ha mostrato soltanto l'inciviltà dei tifosi, ha mostrato anche la scarsa coscienza del dovere di un'altra parte coinvolta: le ferrovie. Quando il treno stava per partire da Napoli, molti posti eran già occupati da viaggiatori normali, non-tifosi, che avevano pagato il biglietto fino a Torino. L'intercity era infatti diretto a Torino, Roma era una tappa intermedia. Dunque il treno aspetta l'orario di partenza.
In quel momento arriva l'orda scalmanata degli ultras, molti dei quali (si noti bene) non avevano il biglietto per la partita, e molti (si noti ancora meglio) non avevano neanche il biglietto per quel treno, un Intercity Plus. Ma salgono tutti, occupano i vagoni e straripano, perché non c'è posto. Scoppia il caos, cominciano gli sfracelli, e allora cosa fa l'ente ferrovie? Invita, con l'altoparlante, i viaggiatori normali, i non-tifosi, a scendere e lasciare liberi i posti. Quelli resistono qualche ninuto, ma hanno paura, alla fine scendono tutti, per mettersi pazientemente in attesa di un treno successivo, qualche ora dopo.
Fin qui le notizie. Se qualcuno ce le corregge, ci leva un peso dal cervello. Perché qui si mostra uno Stato che ha paura dei rivoltosi e si arrende, fino a dare ai rivoltosi quello che è degli onesti. È una scena deprimente. Mettiamo che i rivoltosi fossero molti (si parla di 1.500, di cui 250 senza un biglietto valido): sono tanti, sono fuori di testa, hanno aste, uno ha perfino un martello: va bene, ma lo Stato è tutti. Lo Stato è la Legge, e quei vandali sono fuori-legge. Non deve succedere che la Legge ceda ai fuori-legge.
"I cittadini non possono essere sottomessi alla pazzia o alla violenza di qualcuno", ha sentenziato il ministro degli Interni, Maroni, al "Processo di Biscardi", nella notte che dava sulla giornata di ieri. Bisognerebbe correggere: lo Stato non può privilegiare i violenti sugli onesti.
Pochissimi colpevoli sono stati individuati, cinque. E solo a Roma. A Napoli, nessuno. Eppure a Napoli è avvenuta gran parte della devastazione. Quei cinque sono stati subito rilasciati, perché così vuole la Legge: se uno commette un reato punibile con meno di due anni, scatta l'indulto, lo devi liberare. "È un fatto inaccettabile - dice ancora il ministro -, che dipende esclusivamente dal magistrato che ha applicato la legge».
Chiedo scusa, ministro: ma se il magistrato applica la Legge, la colpa non è del magistrato, è della Legge, cioè dello Stato. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, sempre l'altra notte, ha dichiarato: "È intollerabile e non è giusto che i cittadini debbano pagare i 500.000 euro di danni causati da questi facinorosi". Quei 500 mila euro vengono calcolati sui danni al treno: carrozze sfondate, porte frantumate, tetti bucati, wc cavati dalle toilettes e trascinati nei corridoi. Ma i danni complessivi sono molti di più: oltre a quel treno, i tifosi han devastato 20 dei 39 autobus messi a loro disposizione dalla società Trambus di Roma. E tutto questo solo in un giorno. Nella passata stagione, le ferrovie hanno incassato dai tifosi 780 mila euro contro 1.827 di costi per treni speciali e danni subiti.
Non è giusto che questi danni li paghino i cittadini italiani, dice il ministro. Buona idea: facciamoli pagare ai teppisti. Sono singoli tifosi, ma anche associazioni di tifosi: sul treno che hanno sfasciato, hanno incollato adesivi con i loro stemmi. Paghino il miliardo e mezzo di lire. La sanzione andrebbe pagata solidalmente da tutti coloro che hanno avuto una parte, grande o piccola, nell'assalto.
Noi, per ora, ne abbiamo trovato solo cinque, esaminando i filmati arriveremo a venti-trenta. Ma questi venti-trenta conoscono tutti gli altri. Li chiamino in correità, e dividano la sanzione. Se non vogliono, se preferiscono coprire i compagni (o camerati), allora paghino da soli. Dimenticavo: tra i risarcimenti da saldare c'è anche quello ai viaggiatori che han dovuto scendere dal treno e perdere ore per trovarne un altro. Qui però, se le notizie che abbiamo sono ancora esatte, il risarcimento non dovrebbero pagarlo i tifosi. Dovrebbero pagarlo le Ferrovie, perché hanno tradito i loro utenti.
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