A fuoco le Seime: in duemila riuniti a Vermegliano e un 2026 incerto

Di scena il 36°falò con Circolo di Protezione civile. Folla radunata pure a Turriaco, Pieris e Redipuglia

Luca Perrino
La Seima di Vermegliano (Bonaventura)
La Seima di Vermegliano (Bonaventura)

Nonostante le incertezze del tempo, la tradizione è stata rispettata, in tutta la Bisiacaria. È quella dell’accensione delle Seime, gli antichi fuochi propiziatori. Un “rito” al quale non si rinuncia, nemmeno quando la temperatura è prossima allo zero e la neve fa capolino, come del resto ha “minacciato” durante l’intera giornata, limitandosi tuttavia a qualche fiocco, troppo “debole” per attecchire. Resta il grande freddo, che effettivamente si è fatto sentire con il suo rigore, come preannunciato dal meteo.

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La Seima di Vermegliano dell'anno passato (Bonaventura)

Sta di fatto che le Seime sono andate in scena, infuocando le grandi cataste di legno. Alle 18 precise, sulle pendici carsiche in località “Prati del vecchio”, sopra l’abitato del rione di Vermegliano, è stato il sindaco di Ronchi dei Legionari, Mauro Benvenuto, ad accendere la pira alta dieci metri e dalla quale il fumo si è alzato al cielo, offrendo l’occasione di prevedere come sarà il 2026.

Tutti, dunque, con il naso all’insù, incrociando le dita. Nella speranza che possa essere un anno migliore. Il fumo, subito copioso, si è diretto prima ad ovest, poi è salito via dritto. Né a ponente, né a levante. «Ci aspetta un anno incerto – ha sentenziato il saggio Ennio Medeot, per ventidue anni a capo del distretto di Protezione civile, assistito da Michele Micheluzzi –. Un anno tutto da vedere. Sarà incerto sia per quel che riguarda i frutti della terra, sia anche per la nostra vita sociale, politica ed economica».

Non meno di duemila persone hanno voluto esserci a Vermegliano. Il circolo di Protezione civile ha rinnovato per la trentaseiesima volta quella che, prima, era stata una tradizione voluta dalla Pro Loco. Molti sono arrivati percorrendo la serpentina in monte, debitamente illuminata, che si sviluppa partendo da piazza Santo Stefano.

Presi d’assalto i chioschi che proponevano vin brulè, succulenti panini e l’immancabile minestrone, il tutto preparato dalle sapienti mani dei volontari, guidati da Claudio Padovan, tra i quali alcuni davvero giovanissimi. Segno che, anche questa, è un’iniziativa che piace. Era presente anche la coordinatrice, Angela Moretto.

«È uno dei momenti belli della nostra comunità – ha detto il sindaco Mauro Benvenuto – di una comunità che guarda al futuro, ma non vuole rinunciare ai segni del passato».

A garantire la sicurezza sono stati i volontari dei gruppi antincendio ed il Corpo forestale regionale.

Altrettanto partecipata l’iniziativa del falò anche a Turriaco, dove, da sempre, grazie al circolo don Eugenio Brandl, si ripete il Seimo, l’unico che si declina al maschile. Ad accendere l’altissima catasta è stato il “mistro” Mauro, assieme ad Anderson Felipe, brasiliano giunto nella Bisiacaria grazie al gruppo dei Costumi tradizionali bisiachi. Qui ad allestire la struttura sono stati Mauro, Fabio, Alessandro, Elisa, ma anche Elena e Danilo, provenienti da Boviso Masciago, in provincia di Milano. La fiamma ha fatto il giro di tutta la base del Seimo, poi, il fumo sprigionatosi è andato in direzione che, in questo caso, fa ben sperare. Un fumo che tendeva a levante.

“Vers levante, recolta bondante, se sufia burin, poc pan e poc vin”. è l’antico adagio attraverso il quale si può capire quale sarà il nostro destino nei prossimi mesi. Come tradizione vuole sono stati i giovani a condurre il fuoco, consegnato dal sindaco Nicola Pieri, fino sull’argine dell’Isonzo, “ta’l Canp de Gero”. Appuntamento al campo De Cenci Cosolo, invece, per la tradizionale Seima de la Barca, a Pieris. Anche qui davvero moltissima gente, per la soddisfazione degli organizzatori e del sindaco di San Canzian d’Isonzo, Claudio Fratta.

Il ricavato della manifestazione è andato all’associazione Dinamici. Rinviata a martedì, alle 17, la Seima di via Romana. Non è mancata all’appuntamento, la Seima promossa a Redipuglia dal circolo San Giacomo. Anche in questo caso, alla presenza del sindaco Cristiana Pisano, davvero tanta gente.—

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