Sicurezza nell’Ue e Via della Seta secondo Perissich

«L’allargamento dell’Unione europea ai Paesi balcanici è fondamentale per mettere in sicurezza il mare Adriatico. Però sarà un processo che non potrà essere fatto velocemente. Dall’altra parte, nell’attesa che questo iter si compia, bisognerà evitare che questi stessi Paesi si scoraggino e far sì che mantengano invece vivo l’interesse a far parte dell’Ue». Lo ha detto ieri Riccardo Perissich, più volte Capo di gabinetto in seno all’Unione europea, nel corso dell’incontro organizzato dal Centro studi “Dialoghi europei”, che lo ha visto intervistato da Fabio Spitaleri, docente di Diritto dell’Unione europea, e da Luca Tomini, associato dell’Università di Bruxelles, per la moderazione di Caterina Conti, componente della direzione nazionale del Pd.
Perissich ha poi sostenuto che «è sbagliato considerare la vertiginosa crescita della Cina solo un fatto economico, quando invece si tratta di un fenomeno geopolitico. Comunque – ha aggiunto – che Trieste si apra a un dialogo sulla Via della Seta è certamente una prospettiva positiva, anche se essere cauti in questo caso è indispensabile. L’Ue – ha continuato – si sta accorgendo che c’è un fronte aperto con la Cina, potenza emergente, la seconda al mondo per quanto concerne l’economia, però in questa fase sta stentando ad assumere un ruolo definito, in quanto non ha per definizione la competenza in politica estera. Di solito – ha ricordato – si risolvevano potenziali conflitti ampliando i confini dell’Ue, ma in questo caso la situazione è diversa». Spitaleri ha sottolineato che «le Corti costituzionali di Germania e Italia hanno svolto un compito molto importante nella tutela dei diritti fondamentali in ambito Ue». Perissich ha infine ribadito che «è l’Italia purtroppo in questo momento il Paese la cui economia ha il freno tirato in ambito Ue. In ogni caso – ha concluso – la linea economica della Bce non cambierà». —
U.Sa.
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