Simulato un attacco radioattivo in città: reazione promossa

Due ordigni di piccole dimensioni in giro per la città per scatenare il panico e poi una bomba più potente con all’interno materiale radioattivo nel cuore di Roiano. È questo lo scenario apocalittico che si è trovata ad affrontare la Prefettura nella simulazione attivata a partire dalle 8 dello scorso giovedì, quando Trieste si è trovata “sotto attacco”. Lo scenario proposto: un ordigno non convenzionale di tipo Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e radiologico) che uccide tre persone, ne contamina 4 mila e vede la morte di uno dei due terroristi mentre l’altro, ferito, viene arrestato. All’interno del palazzo della Prefettura il ministero dell’Interno ha organizzato l’esercitazione per valutare l’efficienza e l’efficacia delle risposte locali in caso di attacco, un pericolo al momento remoto. Lo scenario che gli esperti hanno organizzato per il capoluogo giuliano era tra i più complessi: coinvolte tutte le forze dell’ordine, l’Esercito, i Vigili del fuoco, la Capitaneria di porto e la Polizia locale, affiancate anche dalle autorità civili come il Comune, la Regione, l’AsuiTs, Arpa Osmer, Protezione civile e AcegasApsAmga.
Il prefetto Valerio Valenti ha coordinato l’attività dei diversi tavoli che hanno dovuto gestire l’emergenza fino alle 15 di venerdì: «Abbiamo ricevuto i complimenti. Oltre all’esplosione ci siamo trovati ad affrontare lo spostamento di 100 mila persone verso Venezia e la decontaminazione dei cittadini in uno scenario molto articolato».
Il lavoro più complesso è stato quello della gestione dei social, dei media e delle fake news: il piano della comunicazione di crisi redatto dal capo di gabinetto del Comune Vittorio Sgueglia della Marra con i tavoli della Prefettura verrà infatti proposto a livello nazionale. —
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