Smantellate in città 4 stazioni di servizio strozzate dalla crisi
Nel 2008 funzionavano in città 15 impianti, 15 stazioni di servizio che riuscivano a lavorare e mettevano a disposizione anche diversi posti di lavoro. Oggi ne sopravvivono undici, in cui nella maggior parte dei casi lavora solo il proprietario, senza dipendenti. Significa che molta acqua è passata sotto i ponti. I benefici della Zona franca non ci sono più e la tanto invocata “fascia zero” (ovvero la zona di confine in cui dovevano essere parificati i prezzi italiani con quelli praticati in Slovenia) non è mai decollata. La conseguenza? Continua l’esodo di persone che vanno ad approviggionarsi di benzina e di gasolio al di là del confine. E, molte volte, non si accontentano soltanto di fare il pieno ma approfittano anche per acquistare il pane, la carne e le sigarette. Pertanto, il danno di questa forte concorrenza non grava soltanto sulle spalle dei benzinai ma sull’intera economia cittadina.
Un problema grave che è stato più volte sottoposto dalla Confcommercio alle amministrazioni regionali che si sono succedute in questi anni alla guida del Friuli Venezia Giulia. «Il rischio concreto è di non vedere più nessuna stazione di servizio al servizio della clientela locale se dal primo gennaio 2019 verranno dimezzati i contributi carburante pro litro a più della metà delle autovetture circolanti con codifica ecologica Euro 4 in giù, in base alla legge regionale 2010/14. Ciò significherebbe - hanno evidenziato di recente i benzinai goriziani intervenendo sulle colonne di questo giornale - un aumento dei prezzi del rifornimento per gli automobilisti e una conseguente ed ennesima fuga in Slovenia, nonché la chiusura certa di quasi la totalità delle stazioni di servizio più vicine al confine».
Sì, a Gorizia la categoria dei benzinai continua a versare lacrime amare e ormai è a rischio d’estinzione. I volumi di erogazione del carburante (e di conseguenza gli incassi), in dieci anni sono calati dell’88 per cento, come evidenziato in un nostro recente servizio. E la caduta non sembra volersi fermare, anzi: con l’ipotesi di ulteriore riduzione degli sconti del coningente regionale agevolato, la possibilità che nessuno si rifornisca più al di qua del confine è molto elevata. Di questo si era parlato, come si ricorderà, nel corso di un vertice in municipio tra i rappresentanti della categoria e l’amministrazione comunale, presente il sindaco Rodolfo Ziberna oltre agli assessori Ceretta e Sartori. —
FRA.FA.
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