«Sosta selvaggia e inciviltà sono il vero problema»

Parcheggiando l’auto  sui posti riservati  ai mezzi pubblici si impedisce la discesa alle persone affette da difficoltà motorie

Se per adeguare i marciapiedi delle fermate dei bus alle esigenze delle persone con disabilità motorie Comune, Regione, Trieste Trasporti e le associazioni dedicate stanno lavorando ad alcune soluzioni tecniche, al contrario risulta essere ben più difficile educare i cittadini a non parcheggiare le auto sulle soste dei mezzi pubblici. «Pur avendo marciapiedi perfetti e bus funzionanti – osserva Valter Mahnic, giovane triestino costretto a muoversi in carrozzina –, resta comunque un problema quello delle fermate occupate. Chi non ha mai fatto questa cosa? Anch’io l’ho fatta in passato. Lo facciamo perché non ci pensiamo, perché non abbiamo un’educazione civica. Purtroppo qui a Trieste siamo abbastanza selvaggi da questo punto di vista. Eppure tutti siamo contrari ad azioni di questo tipo, però poi nel quotidiano le mettiamo in pratica. Parcheggiando i famosi cinque minuti su una fermata del bus, siamo noi a creare l’inaccessibilità».

In questo modo le persone con disabilità motoria sono costrette a scendere o salire alla fermata precedente o successiva. «Un esempio che capita spesso è sulla linea 39 – afferma Mahnic –, davanti al supermercato Lidl alla fine di via Fabio Severo: la fermata è sempre occupata. Anche se il marciapiede è idoneo e quindi abbastanza alto perché la pedana possa poggiarsi con facilità, è la fermata che non è mai fruibile, perché c’è sempre almeno un’auto parcheggiata. Io allora scendo prima o dopo. Non hai alternative. La cosa peggiore è che questo aspetto non è prevedibile. E, nelle giornate in cui il meteo è avverso, invece di cento metri bisogna farne 500. E se va bene, si è in discesa o in piano altrimenti in salita». La conseguenza? «Comportamenti di questo tipo – sottolinea Mahnic – fanno desistere le persone con disabilità a muoversi con i mezzi pubblici. Io per lavoro mi muovo abbastanza e anche per questo mi do da fare affinché ci sia un’attenzione maggiore su questo tema».

Per ovviare a questa pratica del parcheggio selvaggio ecco dunque che la Consulta territoriale di Trieste e altre associazioni cercano di organizzare degli incontri per promuovere una maggiore educazione civica. «Ma proporremo anche incontri specifici, magari chiedendo a Trieste Trasporti, sempre attenta alla questione, di distribuire dei cartelli sul bus, come già fatto in precedenza per altre cose». –

B. M.

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