Spartaco Volpato non ce l’ha fatta Era stato colpito da un malore

RONCHI DEI LEGIONARI. Non c’è l’ha fatta Spartaco Volpato. Il segretario del Sindacato pensionati italiani della Cgil di Ronchi dei Legionari è morto ieri mattina all’ospedale di Gorizia, dov’era...
Bonaventura Monfalcone-24.09.2015 Inaugurazione nuova sede CGIL-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-24.09.2015 Inaugurazione nuova sede CGIL-Ronchi dei Legionari-foto di Katia Bonaventura

RONCHI DEI LEGIONARI. Non c’è l’ha fatta Spartaco Volpato. Il segretario del Sindacato pensionati italiani della Cgil di Ronchi dei Legionari è morto ieri mattina all’ospedale di Gorizia, dov’era stato ricoverato sabato dopo un improvviso quanto fatale malore. Volpato, che lo scorso 26 dicembre aveva compiuto 70 anni, lascia la madre Norma, oggi novantunenne, la moglie Elvira e i figli Lara ed Enrico. Domattina, dalle 9 alle 11, la cerimonia di commiato al cimitero comunale di via D’Annuzio, dove la figura di Spartaco Volpato sarà ricordata dai vertici del sindacato dei pensionati e dalle istituzioni locali. Successivamente la salma sarà cremata.

Volpato, dopo alcuni anni di lavoro alla Fincantieri, aveva vinto un concorso all’Enel e il suo primo impiego fu a Pinerolo. Tornato nella Bisiacaria, aveva coniugato l’impegno professionale a quello sindacale, tanto da diventare segretario regionale degli elettrici della Cgil. Quindi, dopo la pensione, nel 2001, era entrato a far parte del movimento dello Spi cittadino, sino a diventare segretario della lega cittadina che raccoglie oltre un migliaio di iscritti. Per i pensionati e gli anziani della città era diventato un punto di riferimento, esperto e preparato. Fu lui uno degli artefici anche della realizzazione della nuova sede di via Verdi. «Un uomo – lo ricorda l’amico e compagno di tante iniziative, Pino Novati – che, pur profondendo un grande impegno all’interno del sindacato, non ha mai fatto mancare il suo apporto alla famiglia e agli anziani genitori che ha sempre seguito con grande amore e con un sostegno ammirevole. Ha dato il massimo per la città e per le persone più deboli e disagiate. Per noi tutti è un grande colpo, una perdita alla quale non possiamo rassegnarci». (lu. pe.)

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