Spunta una squadra di cricket L’anima? I pachistani dell’Ics

È partita in sordina e ora ha iniziato a far parlare di sé, “via Monfalcone”. È la Trieste united cricket, la nuova realtà sportiva costituita lo scorso autunno che conta una ventina di atleti, per lo più rifugiati pachistani Ics, che attualmente si allena fra il campo di via Soncini e lo Zaccaria di Muggia e che ai primi di giugno dovrebbe esordire a Fogliano, dove si allenerà e disputerà le partite in casa almeno fino a fine settembre, deadline del campionato. A breve ci sarà una presentazione del progetto.
La Trieste united cricket, infatti, ora bussa a Monfalcone, dove tende la mano alle comitive di giovani bengalesi “erranti” in cerca di un posto dove poter giocare, e dove mira a trovare un campo vero e proprio di cricket. La ricerca di un prato da parte dei ragazzi bengalesi di Monfalcone è giunta infatti all’orecchio di chi, una squadra di cricket, la sta proprio avviando al campionato interregionale. Si tratta di Alessandro Claut, presidente di questa Trieste united cricket. Di colore rossoblu la maglia, che annota già uno sponsor, la Rott-ferr di Pavia di Udine, che opera nel recupero di materiali ferrosi e non. Il patron a breve vorrebbe incontrare il sindaco di Monfalcone Anna Cisint, per cui il cricket comunque «non è una priorità rispetto al programma elettorale», così da esporre il suo progetto: «Non chiediamo soldi e alle strutture pensiamo noi – dice Claut – ma vogliamo capire se c’è disponibilità ad aiutarci. Noi vorremmo realizzare la prima academy sul territorio». In pratica una sorta di “incubatrice” di futuri campioni da immettere nella Trieste united cricket appunto. «Ci basta un quadrato d’erba di 70 metri per 70», insiste Claut in attesa di vedere Cisint.—
Ti.Ca.
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