Storia di genti e territori nelle memorie dalla Linea Cadorna alla rivoluzione del ’68

gorizia. Le famiglie nella storia. Uno sguardo nel tempo per capire l’evoluzione di questa istituzione.
Venerdì 24 maggio. Alle 10.30 (Mediateca Ugo Casiraghi) il giornalista Marcello Villani racconterà storie di soldati e operai, ma anche di famiglie e di economia di guerra, che sono nate intorno alla cosiddetta Linea Cadorna, più correttamente chiamata Linea di frontiera nord, che doveva proteggere le Alpi lombarde da una potenziale invasione austro ungarica. Le identità collettive, un concetto che si forma quando più persone con caratteristiche identitarie condivise si sentono unite fra loro, sarà al centro della tavola rotonda in programma alle 11 (Centro polifunzionale di Gorizia dell’Università di Udine). Il territorio goriziano visto attraverso la storia di alcune grandi famiglie prima dell’avvento dei nazionalismi è il tema dell’appuntamento delle 11.30 (Palazzo de Grazia), che offrirà uno spaccato delle ricchezze della’Nizza asburgica’. Il percorso umano di Boris Pahor attraverso il Novecento sarà il tema della conversazione che lo scrittore avrà con Alessandro Mezzena Lona alle 12 (Tenda Erodoto). La famiglia Slataper nella storia di Trieste dal Settecento al Novecento sarà al centro dell’incontro con Pier Luigi Sabatti, Aurelio Slataper e Luca Zorzenon, alle 16 (Aula magna del polo universitario). Come è nato il cognome? Tra curiosità e storia si racconterà (ore 16.30, Palazzo De Grazia) questo processo di riconoscimento sociale. Alle 18 lo storico dell’antichità Luciano Canfora e la giornalista Simonetta Fiori parleranno della Grecia classica specchio della cultura contemporanea, anche dal punto di vista dei modelli famigliari.
Sabato 25 maggio. La relazione tra Claretta Petacci e Benito Mussolini richiamerà, nella conversazione degli storici Richard Bosworth e Ferdinando Parlato, aspetti quali il cattolicesimo, il familismo, la borghesia (ore 9, Tenda Erodoto). Gli scavi archeologici effettuati nel castello di Attimis si intrecciano alle memorie famigliari per raccontare la storia di un borgo friulano (9.30, aula magna del polo universitario). Partirà alle 10, dalla chiesetta di Santo Spirito in borgo Castello, una passeggiata storica guidata da Vanni Feresin sulle orme di alcune famiglie goriziane come i Rabatta, gli Strassoldo e i Lantieri. Le famiglie italiane che lasciarono l’Italia tra il XIX e il XX secolo per trasferirsi in America creando una nuova cultura transnazionale saranno al centro dell’incontro delle ore 11 (Sala della Torre). Alla stessa ora ma a Palazzo De Grazia ci si occuperà con l’antropologo Gian Paolo Gri della famiglia contadina. In occasione della pubblicazione del libro di Heinz Heger “Gli uomini con il triangolo rosa”, la prigionia e la morte nei lager nazisti dei prigionieri omosessuali verranno ricostruite dai giornalisti Giovanni Dall’Orto e Mimmo Franzinelli (ore 12, palazzo De Grazia). Un viaggio per immagini nel Sessantotto in Friuli Venezia Giulia, grazie ai documenti attinti dagli archivi Rai e da repertori privati, sarà proposto alle 15 al Kinemax. Gli anni Settanta saranno invece al centro dell’incontro con lo storico Gianni Oliva, che ha appena pubblicato il libro “Anni di piombo e anni di tritolo”(ore 17.30, Palazzo De Grazia).
Domenica 26 maggio. I Savoia, con Amedeo d’Aosta in collegamento skype, saranno raccontati da Alessandro Barbero e Gianni Oliva, che si soffermeranno su un percorso ricco di chiaroscuri che dalle crociate arriva fino alle seconda guerra mondiale (ore 10, Tenda Erodoto). Alle 16. 30 (Tenda Erodoto) Stefano Bartezzaghi, Sandra Petrignani ed Elvio Guagnini rileggeranno la biografia di Natalia Ginzburg e il suo “Lessico famigliare”. Giordano Bruno Guerri e Pier Luigi Vercesi, che all’avventura fiumana di D’Annunzio hanno dedicato due recenti libri, ripercorreranno quei giorni a cento anni di distanza. –
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