Strada della Cona allagata nonostante i recenti lavori costati 600 mila euro

A causa del maltempo dei giorni scorsi la strada di accesso all’Isola della Cona è ancora formalmente interdetta alla circolazione. È transennata dalla rampa che porta al centro visite minacciata...
Bonaventura Monfalcone-30.10.2018 Chiusura strada della Cona-Staranzano-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-30.10.2018 Chiusura strada della Cona-Staranzano-foto di Katia Bonaventura



A causa del maltempo dei giorni scorsi la strada di accesso all’Isola della Cona è ancora formalmente interdetta alla circolazione. È transennata dalla rampa che porta al centro visite minacciata dalla piena dell’Isonzo. Potrebbe riaprire oggi ma dipende dal meteo.

Tuttavia già sabato dalle 10.45 la strada è tornata percorribile come attesta il post su Facebook della riserva naturale. Resta in vigore comunque, l’ordinanza emessa il 29 ottobre dal sindaco di Staranzano Riccardo Marchesan poiché nell’ultimo tratto golenale di un centinaio di metri, l’Isonzo continua a esondare in presenza di piena eccezionale: l’acqua non riesce a defluire in mare raggiungendo un’altezza di 20-30 centimetri. La Regione, assessorato all’Ambiente, per proteggere la strada dal fiume, ha speso più di 600 mila euro con una serie di lavori finiti nell’estate scorsa che hanno rialzato la carreggiata di 60/70 cm di banchina in ambo i lati. In certi tratti il livello è stato sollevato di oltre un metro rispetto all’attuale sedime per assicurare una circolazione degli automezzi regolare anche in caso di allagamento da parte dell’Isonzo. Le altezze “ad hoc” nel progetto dei cosiddetti “muretti” variabili (che coincidono con l’attuale superficie della strada), sono state calcolate soprattutto nell’ultimo tratto dell’area golenale dove l’Isonzo esonda in quantità maggiore, in corrispondenza della seconda rampa che porta al centro visite della Cona. Una previsione ottimistica che probabilmente non è stata sufficiente in quanto è proprio l’ultimo tratto continua ad allagarsi. «È vero che in tutta la sua lunghezza l’arteria resta quasi tutta libera dall’acqua, ma - affermano in Comune - riteniamo di lasciarla ancora chiusa alla circolazione per precauzione visto che al momento nessuno è in grado di prevedere la portata dell’acqua che potrebbe arrivare da oltre confine e dagli affluenti e rivoli che vanno a finire nell’Isonzo. Comunque gli operatori della Cona della cooperativa Rogos, in caso di esondazione possono raggiungere il centro visite percorrendo l’argine garantiscono il controllo delle strutture e dar da mangiare ai cavalli Camargue». Intanto il Comune ha preparato la domanda da inviare in Regione per i danni di erosione subiti dalle mareggiate lungo il litorale.

Per quanto riguarda le strutture della spiaggia, il “Surf Bar” ha subito diversi danni. —





Riproduzione riservata © Il Piccolo