Sul Vallone 400 mila euro per evitare nuove frane

La Regione stanzia 400 mila euro per il consolidamento dell’area collinare del monte Varda alto 208 metri, a seguito dell’evento franoso dei massi caduti sulla statale 55 di Doberdò del Lago e auspica che entro il 2019 il problema sarà completamente risolto. Lo ha affermato ieri l’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Scoccimarro, durante il vertice che si è tenuto in mattinata a Doberdò del Lago per fare il punto della situazione a seguito del distacco il 3 novembre scorso di due grand rocce dal costone caduti in parte sulla statale del Vallone in località Bonetti e altri in una voragine. Il pezzo di roccia più grosso era di oltre 35 quintali.
Al vertice, oltre a Scoccimarro, hanno partecipato il sindaco Fabio Vizintin, il prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello, il direttore del Servizio geologico della Regione, Fabrizio Fattor, l’ingegner Pierpaolo Di Marco, caposervizio dell’Anas Friuli Venezia Giulia, la Protezione civile, le forze dell’ordine tecnici regionali e comunali. Durante l’incontro è stato effettuato un sopralluogo per verificare la cosiddetta “direttrice di discesa” dei massi nel rotolamento sulla strada e fino a valle. Inoltre è stato mostrato un video fornito dalla Protezione civile di un drone che, partendo dalla strada statale, sorvola tutta l’area del distacco e la cresta rocciosa adiacente.
Non è solo un problema di finanziamenti. I terreni al di là della statale 55, da cui si è verificato il distacco delle rocce, non sono di competenza dell’Anas ma appartengono a un privato. Da qui l’auspicio che il Comune si faccia carico di acquisire le autorizzazioni. «Nel 2019 – ha affermato Scoccimarro – prenderà il via la fase progettuale, poi per i lavori bisogna superare alcune autorizzazioni ambientali e avviare le fasi di gara. Alla caduta di massi c’è stata pronta la risposta della Regione, di Anas e della Protezione civile in collegamento con la prefettura. Siamo subito intervenuti ed è stato deciso di fare un riparto di fondi ministeriali di 400 mila euro per il consolidamento, sperando che il Ministero deliberi lo stanziamento per la Regione comprensivo nei 40 milioni di euro per il consolidamento del territorio nazionale». Nel dettaglio, come ha spiegato Scoccimarro, una volta definito l’intervento bisognerà procedere con un aggiornamento all’Accordo di programma quadro sull’assetto idrogeologico tra la stessa Regione e il ministero dell’Ambiente. A quel punto l’iter per l’avvio dei lavori prevede, dopo il progetto definitivo, l’espletamento delle procedure autorizzative con le eventuali prescrizioni, il progetto esecutivo e infine la gara d’appalto.
Sul fronte delle risorse l’assessore ha confermato una piena convergenza con il sottosegretario per l’Ambiente, Vannia Gavia, con la quale nel corso di un recente incontro è stato configurato un quadro generale di finanziamenti tra cui anche quello per Doberdò del Lago. «Quando c’è in gioco l’incolumità delle persone – ha continuato Scoccimarro – il nostro impegno è di sburocratizzare l’ente in maniera che si possano velocizzare i tempi delle procedure perché spesso i soldi ci sono e non vengono spesi perché la burocrazia ti blocca. Ma la natura non aspetta i tempi della burocrazia...». —
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