«Tabelloni inesatti? Non è vero La Lega Nazionale detta legge»

Dario Stasi (Isonzo-Soča), l’ideatore dei pannelli sul ’900, risponde ai detrattori «Iniziativa abusiva? Cado dalle nuvole. Struttura installata da operai comunali»



«Eravamo politicamente agli antipodi con Ettore Romoli. Una strana coppia. Eppure, sui tabelloni del ’900, trovammo un accordo completo. Venuto a mancare lui, sono scoppiate le contraddizioni. E lo sa perché? Perché questa città e questo Comune sono ostaggio della Lega Nazionale e del suo presidente Urizio. È lui a dettare legge, c’è poco da fare. Gorizia è la città della Decima Mas. Lo scriva pure».

Dario Stasi, direttore di Isonzo-Soča e “padre” dei tabelloni sul Novecento entrati nel mirino dell’amministrazione comunale, risponde pan per focaccia ai suoi detrattori. E non vuole passare per colui che ha commesso irregolarità e, soprattutto, errori in quella che continua a ritenere una bella iniziativa. «Dieci giorni dopo l’installazione dei tabelloni, ricevo una telefonata dal sindaco Ziberna e dell’assessore Oreti. Mi dicono che ci sono associazioni, non chiarendomi il loro nome, che hanno qualcosa da ridire sui pannelli. E mi invitano a rivedere tutto. Io rispondo “no”». Soltanto dopo la pubblicazione di un intervento della Lega Nazionale su “Il Piccolo”, Stasi capisce chi sono queste fantomatiche associazioni.

«Nel 2012 presentammo alcuni contenuti che erano un’opzione, nulla più. Oggi, i tabelloni esposti sono gli stessi che furono parte integrante della mostra “Il secolo lungo” con la benedizione di Romoli. Nulla è cambiato».

Stasi respinge anche l’accusa dei «troppi errori». «C’è stata soltanto una piccola imprecisione. Abbiamo scritto che il Trgovski Dom venne incendiato mentre è più corretto dire che fu distrutto o devastato. Non c’è necessità di altre correzioni».

E sulla mancanza di permessi e richieste di occupazione del suolo pubblico? «La struttura è stata installata dagli operai comunali e l’assessore Oreti era presente all’inaugurazione. Come posso immaginare che mancano le autorizzazioni quando c’è il cappello dell’ente?». Stasi rivela anche di avere ricevuto una lettera dopo essere stato convocato dal sindaco, da Oreti e dal comandante Muzzatti («Con tanto di divisa, forse per intimidirmi»). «Una lettera in cui mi si fanno delle contestazioni, minacciandomi di contravvenzioni e pubblicità abusiva. Ho già parlato con il mio avvocato e sono pronto a tutelarmi perché non ci sto a finire in questo tritacarne».

Quanto alla pubblicità inserita in calce ai tabelloni, Stasi taglia corto. «Reclamizzano ristoranti cittadini e l’abbiamo fatto anche per scopi turistici. Se i ristoratori pagano per la reclame? Mah, io non ho ricevuto nulla. Ripeto, il problema è tutto della Lega Nazionale, non mio. E non sarà certamente il sottoscritto a smantellare quei pannelli che hanno il loro significato storico importante». Un’ultima precisazione: «I fondi per realizzarli sono arrivati dalla Provincia quando l’ente intermedio era ancora in vita. E, in origine, dovevano essere installati davanti il palazzo dei tre portoni e in castello. Questa è la verità». —



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