Terrorizza il treno con una pistola finta

L’uomo, visibilmente ubriaco, è stato accerchiato e neutralizzato sul vagone dagli agenti della Polfer
Silvano Trieste 29/08/2009 Controlli in Stazione da parte della Polfer
Silvano Trieste 29/08/2009 Controlli in Stazione da parte della Polfer



Panico sul treno Trieste-Venezia. Un trentacinquenne serbo, palesemente ubriaco, ha estratto una pistola. Si trattava di un’imitazione, modello “softair”, dunque sostanzialmente innocua. Ma la mancanza del tappo rosso la rendeva del tutto simile a un’arma vera. Sono stati gli agenti della Polizia ferroviaria, allertati da un passeggero, a bloccare il malintenzionato.

L’episodio si è verificato a bordo di un regionale veloce in partenza per Venezia: il trentacinquenne ha iniziato improvvisamente a vantarsi ad alta voce di avere addosso una pistola. L’uomo, alto e dalla corporatura piuttosto robusta, in un primo momento è stato avvicinato dal capotreno. Alla richiesta di esibire il biglietto, il serbo ha risposto con arroganza dicendo di essere in possesso di un’arma da fuoco.

A quel punto i poliziotti della Polfer hanno circondato l’individuo entrando nel vagone da due accessi diversi, in modo da prevenire ogni sua possibile reazione. Ma lo straniero, non appena si è accorto della presenza degli agenti, ha cercato di estrarre la pistola che teneva nascosta nella cintura dei pantaloni. I poliziotti lo hanno immobilizzato subito. Appena sequestrata, l’arma si è rivelata una perfetta imitazione, modello “softair”, come detto.

Il serbo ha cercato di divincolarsi, ma è stato fatto scendere dal convoglio. All’esterno del treno, sotto gli occhi di decine di viaggiatori, mentre provava a opporre resistenza, è caduto per terra. L’alcol ha avuto il sopravvento. Dopo un po’, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, il trentacinquenne si è rialzato tentando la fuga. È andato in escandescenza anche alla presenza dei sanitari del 118, tanto da rendere necessario l’uso delle manette. Il serbo dovrà ora rispondere di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. Ma anche di procurato allarme, vista la scenata con la finta pistola. In attesa del processo, il trentacinquenne ha ricevuto l’ordine di allontanamento, il Daspo.—



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