Tettoia in eternit alla scuola di San Canzian

Nuova interrogazione del consigliere Rossana Puntin che solleva il caso del manufatto nel cortile della elementare
Bonaventura Monfalcone-31.05.2018 Tetto in ethernit-Scuola elementare-San Canzian d'Isonzo-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-31.05.2018 Tetto in ethernit-Scuola elementare-San Canzian d'Isonzo-foto di Katia Bonaventura

SAN CANZIAN D’ISONZO. Sulla presenza di una tettoia in eternit di 60 metri quadri di superficie nel cortile della scuola primaria di San Canzian d’Isonzo la consigliera di A Sinistra Rossana Puntin ha deciso di presentare all’amministrazione comunale un’interrogazione urgente e una richiesta di accesso agli atti. La consigliere sottolinea di essersi attivata su sollecitazione e preoccupazione dei cittadini. La tettoia, che non pare comunque in condizioni degradate, era utilizzata come riparo per le biciclette degli alunni, ma è sempre rimasta accessibile e usata durante la ricreazione dai bambini che vanno a giocarci sotto, come rileva l’esponente della lista civica di sinistra.

La scuola elementare è stata oggetto di attenzione negli ultimi tempi per il rischio di mancanza della partenza della prima classe per il prossimo scolastico, poi scongiurato grazie alla deroga concessa dall’Ufficio scolastico regionale al numero minimo di alunni, e anche di richieste di abbellimento del giardino. «Finora però non si è posta all’attenzione del Comune tale anomalia», sottolinea Puntin. Che ha dunque chiesto di sapere come mai ci sia ancora una grande tettoia in eternit, «visibilmente datato e potenzialmente pericoloso», nel giardino della elementare, se e quali siano le verifiche e i monitoraggi messi in campo dall’amministrazione comunale per verificarne la pericolosità e il rischio di sbriciolamento, perché non sia già stata rimossa e smaltita la copertura. La consigliere chiede infine di sapere con urgenza quale sia il grado di pericolosità della stessa. «Ci si chiede inoltre a questo punto in che misura il Comune partecipi ed applichi il Piano regionale amianto – aggiunge Puntin –, adottato già dal 1996 e rivisitato a marzo 2018, quali siano le forme di monitoraggio e mappatura che ha avviato sul suo territorio». Il Comune, rileva ancora la consigliere, ha responsabilità «non solo di salute pubblica, ma diretta sugli edifici di sua proprietà come la scuola elementare e sui bambini frequentanti».

Nell’interrogazione Rossana Puntin chiede quindi di conoscere, anche attraverso una richiesta di accesso agli atti, la documentazione relativa alla tettoia, aggiungendo, comunque, che ancora non sono state fornite risposte ufficiali da parte di Ater e Comune sulla situazione dei vani caldaia del complesso Ater di via Fratelli Cervi-via Vespucci a San Canzian d’Isonzo, in parte contenenti coibentazioni in amianto. «Inoltre non è vero che tutti i vani sono chiusi – sostiene ancora la consigliere –. Erano aperti in tutti questi anni, la gran parte è stata chiusa dopo l’interrogazione da me presentata e alcuni sono ancora aperti. La cittadinanza, per il tramite dell’interrogazione, attende dunque ancora con chiarezza di documentazione di conoscere la reale situazione».

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