Tondo: per l’A4 ci attendono dieci anni di cantieri

Lavori forse già nel 2009. Cipolletta: niente soldi per la Tav fino a Trieste. Fs: costerà 6 miliardi
VICENZA
«I cantieri per la terza corsia dell’A4 sarannoaperti nel 2009, ma ci vorranno dieci anni per il completamento dell’opera e i disagi per il traffico saranno consistenti». Il governatore Renzo Tondo non usa mezze misure per spiegare quale sarà la situazione sulla principale arteria del Triveneto. E lo fa davanti alla platea del convegno di Vicenza «Pensare avanti: un grande evento per il Nordest» organizzato nell’ambito del meeting griffato dalla rivista NordEst Europa.it in collaborazione con la Fondazione Nordest e Fondazione Cuoa. E la Tav? A Trieste forse non arriverà mai. L’analisi e del presidente delle Ferrovie Innocenzo Cipolletta. Perché? Semplice, per la tratta da Venezia a Trieste servono - ammesso che bastino - 6 miliardi di euro, più o meno. L’amara conclusione, che vuole essere soprattutto uno sprone per le classi dirigenti del Nordest è uscita dalla tavola rotonda sul tema delle infrastrutture.


LA TERZA CORSIA «Con un enorme sforzo da parte di tutti - ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia e commissario straordinario per l’emergenza sull’arteria - forse nel 2009 riusciremo ad aprire i primi cantieri presumibilmente nei tratti Quarto d’Altino- San Donà o Villesse-Gorizia». Ma sulla durata dei lavori Tondo si esprime in modo franco, deludendo le aspettative di chi riteneva che l’incarico commissariale potesse accorciare e di molto i tempi (2014-2015). «Per dieci anni - ha aggiunto Tondo - ci troveremo di fronte ad un immenso cantiere, con ovvi disagi per la circolazione e ad una situazione complessiva da gestire e spiegare con attenzione e con la necessaria preparazione».


I FLUSSI DI TRAFFICO «In alcuni casi - ha specificato - servirà deviare il traffico su strade alternative, bloccando gli accessi autostradali qualore ve ne fosse bisogno». «Allo stesso tempo - ha aggiunto Tondo - ogni intervento dovrà tenere conto degli eventuali passi successivi alla terza corsia, ovvero la possibile costruzione della quarta». La spesa complessiva di 1,6 miliardi è a carico di Autovie Venete «ma offrirà un’opportunità di rilancio al settore delle costruzioni». Per riuscire in questa impresa sarà forte la sinergia con il Veneto. «Tracciati e progettazione - ha detto l’assessore ai Trasporti Riccardo Riccardi - saranno definiti in perfetta sinergia con il Veneto entro qualche mese».


LE ALTERNATIVE La parola d’ordine per Tondo è «accelerazione su autostrada e Alta Velocità» ma senza trascurare strade alternative quali «il trasferimento del traffico da gomma su rotaia e via mare» e si dovrà intervenire anche sulla viabilità regionale ed interregionale a partire dalla Gemona-Sequals e dalla Carnia-Cadore.


L’ALTA VELOCITA’ Ma sulla Tav verso Est il presidente di Ferrovie Innocenzo Cipolletta raffredda gli entusiasmi. Sullo stato dell’arte - posto che ad oggi la parte orientale della Tav manca completamente delle risorse finanziarie necessarie - dice: «Al momento i progetti preliminari che dovrebbero collegare Brescia a Verona per poi proseguire a Padova, (escludendo la tratta Padova-Mestre nei fatti già realizzata ndr.) per connettere la Tav da Venezia a Trieste sono quasi tutti in tabella C, ovvero non sono considerate delle priorità». Entrando nel dettaglio, continua Cipolletta, da Brescia a Verona il progetto preliminare approvato dal Cipe costerebbe 2,8 miliardi di euro.

Da Verona a Padova supera i 5 miliardi di euro, fermo restando che il progetto preliminare non è stato ancora definito. Resta infatti aperto il nodo della fermata a Vicenza per il quale i costi non sono ancora stati fissati. Per il collegamento da Venezia a Trieste la situazione è altrettanto nebulosa: «Si tratta di 4,2 miliardi di euro da Venezia a Ronchi e di oltre 1,9 miliardi di euro da Ronchi a Trieste. Ad oggi i progetti di queste tratte si trovano nelle tabelle C e D, ovvero in coda ad altre opere ritenute più importanti da finanziare».

Per completare la Tav e realizzare quel pezzo che farebbe del Nordest un crocevia verso i mercati emergenti dell’Est europeo, rimarca Cipolletta, sono necessarie risorse che oggi non è possibile reperire sul mercato. «Servirebbero uno sforzo e una visibilità finanziaria senza contare che gli enti locali interessati dovrebbero reggere un accordo in sede di conferenza dei servizi».
Argomenti:tavferrovie

Riproduzione riservata © Il Piccolo