Treni, quasi salvi i convogli per Roma e Milano
L’assessore Riccardi ottiene un mezzo sì dall’ad di Ferrovie, Moretti

TRIESTE
Un passo avanti. Almeno in direzione Milano e Roma. Quanto al treno per Vienna, si vedrà. l’assessore regionale Riccardo Riccardi, accompagnato da Sandra Savino e Claudio Boniciolli, incontra a Roma l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti e porta a casa, se non una certezza, un'ulteriore rassicurazione: il servizio verso le due principali città italiane non penalizzerà la nostra ragione dal prossimo cambio di orario, il 14 dicembre. Di sicuro Riccardi è stato chiaro: «Sotto l'asticella dei collegamenti da Trieste e Udine per Milano e Roma non si va».
L'incontro. Non c'è ancora il nero su bianco, la sintesi "incontro interlocutorio" emerge nelle dichiarazioni di fine riunione, l'ufficialità rimane una fortino da conquistare. Se possibile nel prossimo vertice romano, "tra qualche giorno", dice Riccardi senza precisare la data. Ma, dopo aver avuto le prime buone notizie una decina di giorni fa sempre a Roma, e sempre da Moretti, la Regione, nonostante Trenitalia prema per contenere i costi e ridurre le tratte in perdita, esce rafforzata nella convinzione di salvare Eurostar ed Eurocity che uniscono Trieste e Udine a Milano e Roma senza che manager e studenti, pendolari e turisti debbano essere costretti al fastidio del cambio a Mestre.
Le ipotesi. In che modo? Con quali convogli? Con che tempi? Con qualche aiuto pubblico? Questo, ancora, rimane oggetto di trattativa. Una trattativa, spiega Riccardi, "in cui loro sanno quello che vogliamo noi, e noi sappiamo i problemi che hanno loro". Sul tavolo, varie ipotesi, per ora top secret. Riccardi, sulla voce di uno "scambio" di treni a Cervignano, smentisce, parla "di ipotesi priva di fondamento".
L'assessore regionale ai Trasporti e la collega Savino hanno comunque chiesto "ulteriori precisazioni" sul lavoro svolto dai tecnici delle Ferrovie dello Stato e tengono duro sulla necessitò di "garantire i collegamenti passeggeri a lunga percorrenza". Sia chiaro, "con una riduzione dei tempi".
I commenti. Colloquio "positivo", è il commento di Riccardi prima di salire in aereo e rientrare in regione. «Abbiamo ribadito le nostre ragioni e confermato le posizioni» spiega. "Soddisfatto", questione risolta di Alpe Adria a parte, anche il presidente dell'Autorità portuale Boniciolli. La difesa dei servizi ferroviari, evidentemente, ha rilevanza anche per il porto di Trieste.
Treni internazionali. Se su Milano e Roma prevale l'ottimismo, molto più a rischio, a quanto pare, è il collegamento con l'Austria, quello che oggi viene realizzato con gli Eurocity numero 30, in partenza da Venezia alle 15.48 con passaggio a Udine alle 17.37 e arrivo a Vienna alle 23.35, e numero 31, che parte da Vienna alle 6.23, lascia Udine alle 12.14 e giunge a Venezia alle 14.20. Si tratta tra l'altro degli ultimi treni internazionali in Friuli Venezia Giulia dopo la scomparsa del Venezia-Lubiana che transitava per Opicina e il prossimo stop al Cisalpino, il treno che univa Trieste a Basilea. «Questa partita - si limita a osservare Riccardi - non dipende solo dalle nostre Ferrovie».
L'interrogazione. Sulla questione treni, intanto, si aggiunge una nuova interrogazione a Roma. È quella del senatore del Pdl Ferruccio Saro che, rivolto ad Altero Matteoli, con la premessa del cambio di orario di dicembre e delle esigenze infrastrutturali del Friuli Venezia Giulia, chiede di sapere "se e in quali modi il ministro ritenga di dover intervenire al fine di vanificare l'ipotesi ventilata da Trenitalia di sopprimere i collegamenti ferroviari da Trieste e Udine per Roma e Milano; se e in quali modi ritenga di dover intervenire al fine di garantire i necessari collegamenti ferroviari, anche quelli di ultima generazione, necessari per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia; se ritenga opportuno procedere alla costituzione di una sorta di ”Task Force” composta da personale altamente qualificato in grado di sviluppare un progetto organico di modernizzazione dei collegamenti e delle tratte ferroviarie del territorio".
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