“Trieste Città della letteratura” Rush finale per la candidatura

Corsa contro il tempo per presentare all’Unesco la documentazione necessaria e conquistare il titolo. I termini scadono domenica. Tonel: «Ce la faremo»



Un’iniziativa partita in sordina, nata quasi per caso all’interno di un bar, ma che nel corso dei mesi ha assunto il carattere dell’ufficialità con l’appoggio formale da parte dell’amministrazione comunale. Stiamo parlando della candidatura di Trieste a “Città Creativa Unesco per la Letteratura”, avvenuta tramite l’adesione al bando per far parte della Rete delle città creative dell’Unesco. Un network finalizzato alla promozione della cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività quale elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile.

L’idea della candidatura, si diceva, è nata fra i banconi di un bar, il Tivoli di via XXX Ottobre, storico ritrovo post scolastico degli studenti del vicino liceo Dante. Tra un caffè e una spremuta uno dei dipendenti del locale ha incalzato alcuni frequentatori abituali, per la precisione politici del dirimpettaio palazzo della Regione, per far sì che Trieste si candidasse a Città creativa per la letteratura. «L’idea l’avevo proposta a più di un partito - spiega Silvano, il vero promotore dell’iniziativa -, ma l’unico gruppo che ha creduto nella sua validità è stato Claudio Giacomelli di Fratelli d’Italia». Di lì l’invito a parlarne in quinta commissione comunale, organismo che dopo la discussione ha fatto sua la proposta del barista e l’ha portata in aula.

«Penso sia un’occasione unica - spiega ancora il signor Silvano -, perché di città creativo-letterarie nel mondo ce ne sono soltanto poche decine, pertanto entrare a far parte di questo club ristretto, che sarebbe un motivo di grande orgoglio per Trieste».

Il timore di questi giorni, però, riguarda il rischio di non riuscire ad apporre la candidatura del capoluogo regionale in sede Unesco entro il tempo limite, fissato per domenica 30 giugno, giorno della scadenza per la presentazione delle richieste. «I documenti da presentare sono pronti - spiega l’assessore alla Comunicazione Serena Tonel - perché erano già stati portati alla commissione nazionale dell’Unesco al momento della redazione della lettera di endorsement nei mesi scorsi, pertanto ora non resta che ripresentarli. Siamo partiti in sordina e con cautela con questo progetto, ma ora siamo in corsa e sono convinta che riusciremo a presentare la candidatura di Trieste entro il tempo limite».

Le città “creative” dell’Unesco attualmente sono 180, suddivise in sette aree corrispondenti ad altrettanti settori culturali: musica, letteratura, artigianato e arte popolare, design, Media Arts, gastronomia e cinema. L’Italia è già presente fra le città letterarie Unesco con Milano, alla pari della vicina Lubiana. L’obiettivo della candidatura di Trieste è anche quello di costituire un ideale ponte letterario fra queste due città.

Le carte da giocare, a detta dell’esponente di giunta, non mancano. «Tra le iniziative su cui puntare c’è la valorizzazione della secolare espressione letteraria di Trieste - spiega ancora l’assessore Tonel - e gli itinerari legati ai grandi scrittori che hanno vissuto qui. In città c’è inoltre una presenza editoriale molto forte caratterizzata da tante piccole e medie case editrici, oltre a tutta la parte scientifica come il centro di studi Joyciano e gli studi scientifici umanistici universitari. Trieste ce la farà a presentare la domanda in tempo – conclude l’assessore – pertanto non ci rimane che incrociare le dita per la fase finale delle selezioni». —



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