Trieste, lascia la bimba in casa per andare al lavoro, ora rischia il processo

Una triestina di trent’anni è stata incriminata dalla Procura per abbandono di minore. Nell’indagine emergono anche le molestie dell’ex sulla suocera

TRIESTE Una dimenticanza? Improbabile. Un improvviso disguido organizzativo con l’asilo, i nonni o la baby sitter? Può darsi. Ma la verità, forse, sta tutta nelle tensioni con il compagno.

Dovrà spiegarlo a un giudice la trentenne triestina, mamma di una bambina di quattro anni, che la Procura ha indagato per abbandono di minore.

Gli inquirenti hanno accertato che la donna ha lasciato la figlioletta da sola in casa per andare a lavorare. La bimba è rimasta senza nessuno per una mattina intera. Era l’aprile dell’anno scorso. Il pubblico ministero Chiara De Grassi ha chiesto il rinvio a giudizio dell’indagata. L’udienza preliminare dal gup Luigi Dainotti è programmata per fine luglio. In quella sede emergerà anche il resto della vicenda. Già, perché sotto inchiesta non è finita soltanto la madre ma pure l’ex compagno, cioè il padre della bambina, seppur per altri motivi.

Gli episodi emersi a carico dell’uomo fotografano un quadro piuttosto allarmante nei rapporti tra famigliari. L’ex convivente, un triestino di quarant’anni, è accusato di continue molestie ai danni della suocera. I veleni si sarebbero consumati a partire dal dicembre 2017, cioè da quando i rapporti di coppia avevano iniziato a incrinarsi.

Sono almeno tre le querele presentate dalla mamma dell’ex compagna, nonna della bambina, nel giro di pochi mesi. I motivi? La signora aveva iniziato a preoccuparsi per le continue telefonate e i messaggi che il quarantenne le inviava al cellulare. «Se succede qualcosa a mia figlia tu sei responsabile...». Il tono, spesso, era minaccioso.

L’uomo talvolta si presentava direttamente a casa della suocera suonando insistentemente il campanello.

Il quarantenne è passato pure agli insulti: due o tre volte al mese si faceva trovare all’esterno del bar gestito dalla signora per ricoprirla di offese: «Sei una sguattera – questo le diceva – sei la nonna e non la mamma di mia figlia. Quindi non conti niente... anche perché sei solo che una bugiarda. Vedrai vedrai....».

Comportamenti che l’anno scorso avevano spinto il giudice a emettere un’ordinanza a carico del quarantenne: un divieto di avvicinamento e comunicazione con la suocera.

È in questo contesto famigliare di discordie e tensioni che quindi è maturato il reato di cui è indagata la mamma. Una madre che, vista la crisi di coppia, non poteva fare più affidamento sull’ex convivente e nemmeno, con serenità, sulla nonna.

Resta il rischio che ha corso la bambina: è rimasta per ore da sola in casa. Fortunatamente senza alcun incidente. —


 

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