Trieste Servizi Comunali in agitazione: stop all’iter
Si allarga dal fronte politico a quello sindacale lo scontro sull’ipotesi di istituzione della “Trieste Servizi”, la partecipata unica in house proposta dai consiglieri della Lista Dipiazza Roberto Cason e Francesco Panteca. Ieri in mattinata le segreterie del pubblico impiego della “Triplice” hanno proclamato lo stato d’agitazione. Obiettivo: ottenere la cancellazione definitiva del provvedimento dall’iter di approvazione. Lo hanno reso noto in un comunicato congiunto Virgilio Toso della Cgil Fp, Walter Giani della Cisl Fp e Christian Schiraldi della Uil Fpl: «Tra pochi giorni in sede di Prefettura - hanno scritto i tre rappresentanti sindacali, forti di un’assemblea in cui hanno incassato il mandato per lo stato d’agitazione da 600 dipendenti - le sigle vorranno essere sentite dal prefetto e ottenere garanzie dai propri interlocutori affinché la delibera istituente la società in house “Trieste Servizi”, attualmente conosciuta in bozza, venga definitivamente ritirata e non sospesa».
E in serata è arrivata la nota dei due consiglieri che hanno annunciato proprio che «la proposta di indirizzo per la costituzione di una società di servizi che ha intrapreso l’iter amministrativo verrà sospesa». «Alla prossima conferenza dei capigruppo verrà presentato un emendamento e quindi alla successiva seduta del Consiglio chiederemo la sospensione per gli opportuni approfondimenti». Nelle prossime ore, dunque, si capirà se il termine “sospensione” basterà ai sindacati, o se questi rimarranno inflessibili reclamando il “ritiro”. —
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