«Troppi abbattimenti di alberi Serve un serio Piano del verde»

Zanella (Percorsi goriziani) prende spunto dalla vicenda  dell’abete sacrificato «Si cerchino altre soluzioni per l’abbellimento natalizio»

«Sappiamo che un albero in area urbana non dura per sempre, ma non era questo il caso. Intanto, come regola generale, bisognerebbe mappare il patrimonio arboreo, censirlo, redigere un “Piano verde” che, ad oggi, manca e non agire a caso perché questa è l’impressione che si ricava dai numerosi tagli arborei in varie parti della città: penso ai tre cedri del giardino del Municipio, dissecati dall’Armillaria spiega l’assessore e quindi tagliati. In ogni caso, dopo più di un anno, l’impatto visivo entrando nel giardino del Municipio è orribile. Penso poi a Via Paolo Diacono e andando indietro nel tempo penso alla sequoia del parco del Comune e via dicendo ».

A prendere posizione è Alessandra Zanella, consigliere comunale di “Percorsi goriziani”. Il riferimento è all’abete del parco Bolaffio di Sant’Anna, abbattuto per farlo diventare l’albero di Natale di piazza Vittoria. «Del Sordi dice che il nostro abete avrebbe potuto ammalarsi a breve (che per un albero come questo dire “a breve” può significare anche 20 anni) e che, quindi, in via precauzionale, è stato meglio abbatterlo, che in alternativa avremmo dovuto andare ad abbattere un albero nel bosco in montagna e che quindi abbiamo fatto una scelta a km 0, risparmiando molto denaro. Dimentica l’assessore che l’abete stava lì da 50 anni, come dicono i vecchi residenti di Sant’Anna, e lì stava bene: 18 metri di altezza, non sono pochi. Avrebbe meritato maggior rispetto sia per la sua bellezza sia per la funzione che svolgeva egregiamente: contributo alla battaglia contro l’anidride carbonica fornendo una grande quantità di ossigeno e, stante la pregevole chioma, si era creato tra le sue fronde un piccolo mondo di rifugio e vita per la locale avifauna».

Aggiunge Zanella: «Qualcuno avrà da dire “con tutti i problemi che abbiamo a Gorizia dobbiamo preoccuparci dell’albero, dell’anidride carbonica, degli uccellini?” Sì, perché lui svolgeva il suo ruolo. Sì, perché quell’albero aveva un significato per la comunità di Sant’Anna. Si, perché la giunta avrebbe potuto risparmiare quasi 2. 000 euro di trasporto da Sant’Anna a piazza Vittoria. Sì, perché il Comune, che vuole identificarsi come green, avrebbe potuto adottare un nuovo modo ecologico di abbellimento natalizio, da poter riutilizzare negli anni prossimi, senza abbattere alberi, sani per giunta. Sarebbe stato un bell’esempio il nostro. Non mi conforta sentir dire che il Comune di Udine ne ha tagliato uno in montagna».

«E poi, se l’abete fosse stato malato, non credo proprio sarebbe stato scelto per abbellire la piazza, come simbolo del Natale. “Ne abbiamo piantati altri”, dice l’assessore, certo, ma che saranno pronti tra 50 anni». —

Fra.Fa.

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