Un anno dalla morte di Ettore Romoli Zanin: «È mancato il suo acume politico»

A un anno di distanza dalla sua morte, Ettore Romoli è ancora presenza viva, forte, distinta, a Gorizia e non soltanto. Perché resta nei ricordi dei cittadini, dei colleghi e degli avversari politici, e il solco lasciato nella sua lunga carriera è ancora ben visibile. Lo confermano le parole di Piero Mauro Zanin, colui che ha raccolto la pesante eredità di Romoli alla presidenza del Consiglio regionale, e che ieri ha pronunciato il discorso ufficiale al teatro Verdi, nella commemorazione dell’ex sindaco e senatore: «Si è avvertita e continua ad avvertisti la sua mancanza soprattutto per come si è sviluppata la politica. È mancato il suo acume nell’analizzare la situazione, la sua visione inclusiva e di coinvolgimento all’interno del centrodestra, che oggi in Italia sembra persa, e invece resiste a livello regionale, anche grazie proprio alla sua eredità morale».
Zanin ricorda poi la grande «etica della responsabilità» di Romoli, «che sapeva anche che erano fondamentali competenza, e dunque si preparava sempre al meglio, e lavoro – conclude il presidente del Consiglio regionale –. Accanto a tutto questo, dal punto di vista umano, personalmente ho il dispiacere di non avere più modo di lavorare con una persona come lui».
Per il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, «Ettore era un uomo di straordinaria energia, e oggi, fra le tante cose, mi manca la possibilità di confrontarmi con un uomo di grande intelligenza, di grande lucidità mentale e di grande moralità. Ma ha lasciato un vuoto anche nella gente comune perché, nonostante la sua fama di uomo dal carattere un po’ ruvido, riusciva incredibilmente a entrare in sintonia con chiunque. Sì, mi manca il politico ma soprattutto l’amico, un uomo insostituibile».
L’assessore Silvana Romano è stata una delle colonne delle amministrazioni del sindaco Romoli, ma anche un’amica fidata, una figura a lui vicina pure nelle drammatiche settimane della malattia. «Un anno senza Ettore è stato un anno terribile, per me, ma, sono convinta, anche per tantissime altre persone – dice, commossa –. Tutto ciò che posso dire è che manca. Manca la sua saggezza, il suo approccio con la politica e con la gente, la sua grande autorevolezza. E poi la signorilità: ecco, mi sembra che Romoli rappresentasse perfettamente Gorizia, una città che, seppur con i suoi difetti, ha una signorilità innata». Sentimenti questi espressi, magari in modo silenzioso, anche dai tanti goriziani che hanno voluto prendere parte ieri, nel primo anniversario della sua morte, alla messa in ricordo di Romoli al Sacro Cuore, e poi alla già citata commemorazione al Verdi, organizzate dalla famiglia e dalla Scuola di formazione politica a lui dedicata. –
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