Un milione di danni al Castello di Duino
DUINO
Nemmeno il piccolo cimitero in cui riposano gli antenati della dinastia Torre e Tasso è stato risparmiato: un cipresso alto una ventina di metri ha scavalcato il muro di cinta ed è crollato proprio sopra la tomba di Raimondo, padre dell’attuale principe Carlo Alessandro.
Ma la conta dei danni provocati dall’ondata di maltempo della notte scorsa al castello di Duino, una delle perle del patrimonio storico e artistico della provincia triestina, è ben più lunga. La violenza cieca della tromba d’aria ha lasciato ferite profonde e difficili da rimarginare, soprattutto all’interno del parco. Sdradicati almeno 150 alberi - circa un terzo del totale -, di cui un’ottantina plurisecolari. Distrutte le statue di marmo dei reali d’Ungheria e della famiglia Savoia che incorniciavano la rampa d’accesso alla corte interna. Divelta la grande anfora portafiori in pietra del 1700. Ridotti ad un cumulo di rovi il roseto, fino a ieri una vera e propria esplosione di colori, gli ibiscus, le begonie, le piante di gerani. Per non parlare poi delle tegole e dei coppi caduti un po’ ovunque, delle vetrate andate in frantumi e dello scoperchiamento del tetto dell’ala che ospita le stanze da letto per i conferenzieri e i salotti con i cimeli di famiglia aperti al pubblico. «È come se fosse passato di qui uno di quei cicloni che si abbattono di solito sulle Bahamas - è stato l’amaro commento del principe Carlo Alessandro.
Per ripulire il parco e mettere in sicurezza le zone pericolanti, tra cui la suggestiva terrazza Rilke affacciata sulla rupe della Dama bianca, ci vorranno molte giornate di lavoro e spese considerevoli. Secondo Carlo Alessandro, che spera venga riconosciuto al più più presto lo stato di calamità naturale per le zone devastate dalla tromba d’aria, «i danni ammontano almeno ad un milione di euro». Nessuna cifra, però, potrà restituire ai visitatori il fascino degli alberi secolari abbattutti dalle raffiche di vento. Gli stessi che, nel tempo, hanno offerto la loro ombra ai tanti ospiti illustri del castello, da Strauss a Listz, fino a Rainer Maria Rilke che proprio lì scrisse le prime due Elegie duinesi.
A fare le spese del tornado dell’altra notte è stato anche il comprensorio di Miramare, altra meta imperdibile per i turisti che raggiungono Trieste. Le conseguenze in questo caso sono state però meno devastanti. Il vento si è «limitato»a sradicare un paio di alberi ad alto fusto e qualche pianta, risparmiando invece pareti e coperture del castello. Vista la presenza di decine di rami spezzati sui sentieri interni, sono stati comunque chiusi in via precauzionale i tre accessi secondari al parco.
Effetti ben più pesanti sono stati registrati in uno dei tratti più suggestivi della costa, quello che ospita il bagno «Le ginestre». Inoltre a causa della violenza delle raffiche sono cadute due gru del vicino cantiere dell’ex hotel Europa all’interno dell’area interessata dai lavori, miracolosamente senza danneggiare le villette e le abitazioni vicine. I soccorsi sono stati complicati tra l’altro dalla caduta di moltissimi alberi in mezzo alla Costiera. La strada è stata chiusa dalle 2.40 fino alle 6.30 di mattina.
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