«Una crisi che investe tutti gli stagionali»

A Grado diversi titolari degli stabilimenti balneari confermano di aver fatto fatica, quest’anno, a reperire il numero di bagnini necessario a ottemperare la legge. La sensazione è che la norme più stringenti con cui ora viene erogata la disoccupazione abbiano influenzato non poco. Un lavoro stagionale è meglio di niente, ma se si riesce a trovare qualcosa di stabile senza far conto sulla disoccupazione, addio al berretto di bagnino. «Una carenza di bagnini che non avevamo mai visto prima» così il titolare dello stabilimento Key West sulla Costa Azzurra, Claudio Marchesan. «Io mi occupo della formazione dei bagnini, e pertanto ho accesso diretto alla lista dei nominativi disponibili. La sensazione è però che per qualche motivo si siano persi per strada proprio all’avvio della stagione». Stesso problema allo stabilimento Costa del Sol. «Me ne serve ancora uno e non c’è modo di trovarlo – ammette la titolare Eleonora Corbatto –. E il problema non investe solo i bagnini. In generale coinvolge tutti i lavori stagionali. Da quest’anno si fatica a reperire perfino i baristi. Non so bene cosa sia successo». Più chiare le idee di Maddalena Grillo, una delle due sorelle (in zona sono conosciute come” sisters”) che gestiscono lo stabilimento “Laguna gradese”. «Il lavoro stagionale non dura più sei mesi come un tempo. La stagione si allunga al massimo cinque mesi tirati. Ed è già un limite per accedere alla disoccupazione. Da quando è cambiato il regolamento per accedere all’indennità, le cose sono peggiorate. E di conseguenza anche noi abbiamo faticato a trovare bagnini. Ne abbiamo trovato solo da fuori, Gorizia, Doberdò e Mossa». (el.pl.)
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