Una serata per ribadire il valore dello screening anche per il sesso forte
Non sono in molti a sapere che novembre è stato definito il mese del “Baffo Azzurro”, nato dalla constatazione che gli uomini, riguardo l’apparato genitale, sono meno attenti alla prevenzione rispetto alle donne. Un incontro, martedì 10 dicembre, alle 18, vuole, per così dire, richiamarli all’ordine. Si terrà a Palazzo De Grazia, e quali relatori ci saranno l’urologo Massimo Capone, consulente nelle cliniche Sanatorio Triestino e Villa Maria (di Padova), oltre a tre medici dell’Aas n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”: il primario urologo Fabio Vianello, il radiologo Tiziano Stocca e il primario oncologo Aldo Iop. Presenterà l’appuntamento Sebastiano Clicech.
L’iniziativa è nata da Rose Nicole Primozic, dell’associazione “Volendo continuare”, che l’ha proposta ad altre realtà. Così, oltre a lei, a presentarla in municipio c’erano il presidente di Spyraglio Ervino Peressini, la numero uno delle Acli provinciali Silvia Paoletti e l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano. “Paura e tabù” è il titolo del convegno, che partirà da una considerazione: grazie a massicce campagne che hanno raccomandato la prevenzione, alle donne è stato insegnato a prendersi cura di sé, attraverso l’autopalpazione, lo screening mammografico, il pap test. Gli uomini, invece, non fanno altrettanta attenzione al proprio corpo.
Un esempio: lo screening ai testicoli permetteva, durante la visita di leva obbligatoria, di far emergere un tipo di neoplasia parecchio diffusa. Ora che non c’è più l’obbligo del servizio militare, la diagnosi spesso giunge tardivamente, rendendo le cure più pesanti e aggressive. Il tumore della prostata rappresenta poi il 20% delle neoplasie che vengono diagnosticate negli uomini a partire dai 50 anni di età e, tra l’altro, si tratta di un fenomeno in costante crescita. L’incontro, nel quale si tratterà anche del tumore del pene, ha come obiettivo quello di suggerire agli uomini di confrontarsi con i medici, di non aver nessun tipo di paura e di tabù nell’aprirsi con gli specialisti di qualsiasi problema legato all’apparato urogenitale che, qualora non venisse tempestivamente individuato, ritarderebbe l’iter delle cure e, appunto, renderebbe la guarigione più difficile, talvolta impossibile. –
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