Una vita semplice, le messe e quelle camminate per la spesa

La donna era conosciuta da tanti goriziani che ogni giorno la vedevano passare in città con il suo fedele carrellino Il ricordo di don Stefano Goina



La conoscevano davvero in tanti, a Gorizia, Giuseppina Brisco. Non necessariamente perché fosse persona particolarmente nota, o per l’attività lavorativa svolta in gioventù. Ma, semplicemente e naturalmente, perché era una donna che viveva la città. Di buon’ora, ogni giorno, usciva di casa tanto nella bella quanto nella cattiva stagione, con il suo fidato carrellino della spese. Un passaggio in chiesa, che non mancava mai di fare, e poi le piccole grandi commissioni quotidiane, dalla semplice spesa alla bolletta da pagare. Comunque su e giù, instancabile malgrado qualche acciacco che le imponeva un’andatura un po’ sofferta e inconfondibile, lungo le strade del centro cittadino e quella via Leoni che portava alla sua casa. Quella stessa strada che ieri, invece, le è stata fatale.

Originaria del quartiere di Sant’Andrea, dove viveva la sua famiglia, da molto tempo ormai Giuseppina – classe 1945 – abitava nella centrale via Leoni, proprio nello stesso stabile dove vive anche il figlio Ivan. In pensione da parecchi anni, in molti la ricordano sorridente dietro al bancone del panificio “Viatori”, anche se nel corso della sua carriera lavorativa Giuseppina Brisco aveva maturato esperienze anche in altre attività commerciali legate soprattutto al settore ortofrutticolo. Rimasta vedova tre anni fa, per la scomparsa dell’adorato marito, Giuseppina aveva dedicato la sua vita agli affetti e ai semplici gesti della quotidianità, come quelle passeggiate all’aria aperta o il pranzo da preparare. «La ricordo con affetto, e la notizia del terribile incidente che l’ha portata via mi ha colpito molto – commentava amareggiato un goriziano poco dopo la tragedia –. La vedevo spesso camminare, un po’ingobbita ma sempre tranquilla, con il suo carrellino per la spesa».

Un punto di riferimento per Giuseppina era senz’altro la chiesa del Sacro Cuore, la “sua” chiesa, visto che abitava a poca distanza. Qui non mancava mai alla messa del mattino. «È vero, Giuseppina era assidua frequentatrice della nostra chiesa – spiega il parroco don Stefano Goina –, e per quel che ho potuto conoscerla era una persona estremamente a modo, piena di fede e valori. Sono profondamente dispiaciuto».

Non c’è dubbio che tutti i parrocchiani ricorderanno Giuseppina nelle loro preghiere, in queste ore tristi così come nel giorno dei funerali, che per il momento non sono stati fissati. Non va escluso che possa essere eseguito l’esame autoptico, per ricavare elementi utili a chiarire la dinamica dell’investimento. Intanto, la salma della donna è stata ricomposta ed è custodita all’obitorio del San Giovanni di Dio, in attesa che i suoi cari possano darle l’ultimo saluto. –



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