Ventisei i richiedenti asilo intercettati dalla Polizia

Bumbaca Gorizia 31.07.2017 Profughi in Corso Italia © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 31.07.2017 Profughi in Corso Italia © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

A lanciare il sasso, ieri, era stato il Sindacato autonomo di polizia (Sap) che aveva denunciato il rintraccio, a Gorizia, di 31 richiedenti asilo di nazionalità afghana e pakistana. Un flusso considerato subito «anomalo», visti i numeri bassi degli arrivi registratisi negli ultimi mesi.

Si era parlato subito di «ripresa della rotta balcanica», analogamente a quanto sta accadendo (con numeri ben maggiori) in quel di Trieste.

Oggi, ad intervenire è la Questura. Che fornisce altri numeri, anche se la sostanza cambia poco. I richiedenti asilo rintracciati non erano trentuno, bensì ventisei.

Nel corso della mattinata di sabato scorso, infatti, la Polizia di stato ha rintracciato a Gorizia 26 cittadini stranieri «entrati clandestinamente nel territorio nazionale», si legge in una breve nota della Questura.

«Un primo gruppo, composto da cinque cittadini afghani (di cui tre minorenni) e un cittadino, sempre con meno di diciotto anni, originario del Bangladesh è stato intercettato - si legge ancora nel comunicato - dal personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura mentre un secondo gruppo, composto da 19 cittadini afghani (di cui 7 minorenni) e da un cittadino di nazionalità pakistano, è stato rintracciato dal personale del settore Polizia di frontiera, sempre di Gorizia».

La loro destinazione? Per dodici cittadini afghani e per un pakistano, è stata possibile la riammissione in Slovenia tramite il vigente accordo bilaterale, in quanto non richiedenti asilo politico. I minori, invece, sono stati affidati ai centri di accoglienza di Trieste e di Cividale, al Civiform. Altro, in questa fase, la Questura di Gorizia non aggiunge sul tema. —

Fra.Fa.

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