Versa ricorda la battaglia contro gli austriaci

ROMANS. Nel corposo diario che raccoglie le vicende che hanno portato all'unità d'Italia, una pagina importante è stata scritta anche a Versa, frazione di Romans. Venne scritta 147 anni fa, esattamente il 26 luglio 1866, un caldo giovedì, poco prima di mezzogiorno, nei pressi del vecchio ponte di legno sul torrente Torre, in piena terra dell'Impero d'Austria. In quel giorno a quell'ora, infatti, si consumò quella che venne in seguito definita come “La battaglia di Versa”, un fatto d'armi, vittorioso per le truppe italiane contro quelle austriache, nel contesto della Terza guerra d'indipendenza. Uno scontro armato che portò a una nuova linea di demarcazione dei confini, che venne stabilita il 29 luglio a Sant'Andrat del Judrio, confermata il 12 agosto dall'armistizio nella Casa Tomadoni a Cormòns e ratificata con la pace di Vienna del 3 ottobre. Un accordo in base al quale l'Austria cedette il Veneto al Regno d'Italia, mentre la linea di confine tra l'Italia e l'Austria venne ripristinata seguendo la sponda destra del torrente Torre. Come a dire che Versa si ritrovò italiana solamente per pochi giorni, ritornando austriaca fino alla fine della Grande guerra. Lo scontro avvenne tra le truppe italiane provenienti da Palmanova e quelle austriache posizionate sulla sponda sinistra del Torre. Nello scontro furono coinvolti, da parte italiana, 5 squadroni del Reggimento Lancieri di Firenze (circa 400 cavalieri), 14 compagnie di bersaglieri (1.600 uomini), e la 5.a batteria dell'8° Reggimento d'artiglieria con 6 pezzi, mentre sul fronte austriaco vennero coinvolti 2 squadroni e mezzo del reggimento Ussari Wurttemberg (300 cavalieri), 18 compagnie del Reggimento Arciduca Luigi Vittorio Nagy e Granducato di Toscana (2.500 uomini) e una sezione del 7° reggimento d'artiglieria con 2 pezzi. Ad avere il sopravvento furono le truppe italiane comandate dal gen. La Forest Divonne. Le vicende che riguardano “La battaglia di Versa” sono ampiamente descritte nel libro di Massimo Portelli “La Campagna del 1866 nel Friuli Orientale”. Il 22 ottobre 1966 in piazza a Versa il presidente della repubblica Giuseppe Saragat scoprì una lapide commemorativa eretta per ricordare il centenario della battaglia. Una seconda targa la si nota sulla settecentesca Casa Baldassi in via Lauretana a Versa, dove Alberto La Forest-Divonne fissò allora il suo quartier generale. Nella stessa casa il 16 settembre 1882 sostarono Guglielmo Oberdan e Donato Ragosa diretti a Trieste, mentre nel 1915-17 fu sede di comandi militari che ospitarono Gabriele D'Annunzio e Padre Semeria. Anche Ungaretti trovò ospitalità nel 1916.
Edo Calligaris
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