Vertici Acegas verso il rinnovo Spunta l’ipotesi del Borgna tris

A qualcuno piace Borgna. Ma non c’è la macchina da presa di Billy Wilder in trasferta a Trieste, semplicemente è ora di rinnovare gli organi sociali di AcegasApsAmga risalenti alla primavera 2016: l’assemblea degli azionisti, o meglio dell’azionista perché la controllante Hera possiede il 100% dell’utility triestino-padovano-udinese, è convocata per giovedì 30 maggio. E le diplomazie, lungo l’asse Bologna/Trieste, sono all’opera. Roberto Dipiazza non vuol neppure sentir parlare dell’argomento. Di cui invece si discute all’interno di Forza Italia, che dovrebbe esprimere la candidatura triestina: alcuni esponenti berlusconiani, da Piero Camber a Bruno Marini, vedrebbero positivamente la conferma “trasversale” di Borgna.
Qui necessita l’antefatto. Il quasi 59enne penalista triestino venne indicato due volte come presidente di AcegasApsAmga dal sindaco di centrosinistra Roberto Cosolini, prima nel 2013 poi nel 2016. Ha resistito al cambio di regime in piazza Unità, perché Dipiazza non ne ha sollecitato il disimpegno, in analogia peraltro con il consigliere delegato Igor Rodeghiero, a suo tempo portato dal sindaco leghista di Padova, Massimo Bitonci, ma rimasto al suo posto anche con il primo cittadino patavino Sergio Giordani eletto per il centrosinistra. Lo stesso Piero Fontanini non ha toccato lo scranno di Marco Craighero, in quota a Udine su segnalazione di Furio Honsell.
Fino allo scorso autunno i patti parasociali prevedevano che al Comune di Trieste andasse il presidente e a quello di Padova il consigliere delegato. Le cose sono cambiate in seguito alle abbondanti vendite di azioni Hera da parte del Municipio triestino, che in sostanza hanno determinato un cambiamento dei patti, per cui Trieste non ha più automaticamente diritto alla presidenza di AcegasApsAmga.
Torniamo allora alla battuta iniziale dedicata a Borgna. La questione si riaffaccia alla vigilia del rinnovo del cda, della presidenza, del collegio sindacale (dove presidente uscente è Pompeo Boscolo, anch’egli indicato da Cosolini). Il cda è composto da 7 membri, 4 rappresentanti di Hera e 3 indicazioni dei Comuni soci Hera(Trieste, Padova, Udine): la holding emiliana aveva nominato Tomaso Tommasi di Vignano, Stefano Venier, Roberto Gasparetto, Luca Moroni.
Perché una consistente parte della dirigenza forzista non si metterebbe di traverso a un Borgna tris? Perché ritiene che con Borgna ci sarebbero maggiori possibilità di mantenere a Trieste la presidenza dell’utility, che altrimenti rischierebbe di prendere altre strade e così a Trieste resterebbe solo un semplice consigliere. Ma la partita non è solo tecnica, è soprattutto politica: mancano solo dieci giorni al verdetto. —
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