«Villa Stavropulos, nel lascito pure i fondi per le manutenzioni»
Il Comitato per la salvaguardia di Villa Stavropulos non molla. E svela che il mecenate greco Socrate Stavropulos, quando donò al Comune la dimora di Grignano, contestualmente, al fine di garantire il mantenimento della villa affinché potesse diventare la “casa dell’arte” di Trieste, lasciò in eredità al Municipio anche il condominio di via Franca 16. Così ora il comitato stesso chiede lumi all’amministrazione cittadina su come sia stato gestito il ricavato della locazione di quegli appartamenti. L’immobile di via Franca ha sette piani e risulta in buone condizioni.
«I proventi delle pigioni di quel palazzo abitato da undici famiglie – spiega una nota firmata dai referenti del comitato Giuliana Carbi, Roberto Curci, Giorgetta Dorfles e Sergio Franco – avrebbero dovuto coprire i costi derivanti dalla villa di Grignano». Il comitato rivela infatti che un decreto prefettizio, risalente al 2 aprile 1963, che sanciva l’accettazione del lascito da parte del Comune, «metteva nero su bianco che, all’epoca, il reddito annuo netto dello stabile di via Franca ammontava a 2.150.687 lire», ed era dunque sufficiente a coprire, scrive il documento, «le spese di manutenzione e gestione della villa e dei suoi annessi, ammontanti 1.666.627 lire annue, comprese le spese per il personale di custodia e quello adibito alla cura del giardino». «Neppure un’articolata ipotesi di gestione della villa – indica il Comitato – per un suo utilizzo che coinvolgesse tutti i civici musei cittadini, formulata nel 2006 dalla direzione del Museo Revoltella e sostenuta da un finanziamento del Fondo Trieste, ha trovato ascolto». «Nel 1996 – spiega in particolare Roberto Curci – il Curatorio del Revoltella, chiedendo lumi sul denaro incassato dalle locazioni di via Franca, seppe che furono incassati 239 milioni di lire, e che l’anno successivo 220 milioni di lire vennero utilizzati per alcuni interventi sull’immobile. Da allora, di quanto incassato da via Franca, non se ne sa più nulla».
Per questo il comitato chiede venga fatta chiarezza sul perché non siano stati usati per la villa i fondi annualmente percepiti e a essa destinati, «e in quale altro modo siano stati usati».
«Quello che viene incassato dalla gestione immobiliare – spiega l’assessore Lorenzo Giorgi – finisce nel “calderone” del bilancio del Comune, e non resta in capo a quest’area». Giorgi, però, sottolinea come il problema non sia tanto la sistemazione della villa, «quanto la destinazione indicata nel lascito, oggi fuori dal tempo». E aggiunge: «Serve essere pragmatici e oggettivi quando si amministra. Quella location non è neppure facilmente fruibile vista la posizione, e per il fatto che non dispone neppure di un piccolo parcheggio. Facciamo sì che quello che ha lasciato Stavropulos si liberi di certi lacci che oggi non hanno il senso di esistere, e serva realmente alla città».—
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