Zara, agenti in azione per far rispettare gli orari dei locali

In vigore l’ordinanza sui limiti per la chiusura. La Questura difende il proprio operato. Ma i blitz spaventano i turisti

ZARA. Sguinzagliati dai vari commissariati, rigorosamente dopo la mezzanotte: le forze dell’ordine, agenti di polizia dal comportamento che più fiscale non si può, hanno così messo nel mirino tanti locali a Zara. Il primo giugno è infatti scattata la delibera del Consiglio cittadino in base alla quale l’attività di ristoranti e bar può iniziare alle 6 del mattino e deve concludersi non oltre l'1.30 della notte; e su un altro versante, a mezzanotte deve cessare la musica all’aperto. Numerosi poliziotti sono così entrati in azione nel nucleo storico della città del maraschino, facendo arrabbiare non poco i titolari degli esercizi e creando preoccupazione fra gli avventori, tra i quali già parecchi turisti stranieri, non abituati a simili scene.

Molti locali, come riportano i media zaratini, sono stati chiusi senza che i titolari potessero aprire bocca, con gli agenti inflessibili nel far rispettare l'ordinanza comunale. Contattato dal portale Zadarski.hr, un noto barman (che ha voluto mantenere l'anonimato) si è sfogato, parlando di comportamento scandaloso della polizia. «Erano anni che non succedevano fatti del genere. Subito dopo la mezzanotte ristoranti, pizzerie e bar hanno subìto giocoforza la visita degli agenti, uno spettacolo sgradevole e inutile. La polizia ha agito senza indugi, ordinando che la musica all'aperto venisse spenta, con gli ospiti sorpresi e anche spaventati per quanto stava accadendo. Agendo in questo modo la polizia ha inferto un colpo duro al settore turistico zaratino». Stando al barista, coloro che varano simili decisioni dovrebbero sapere che la gente, specie i giovani, resta al mare in estate fino alle 21, esce alle 23 e dunque dopo un'ora, un'ora e mezza deve tornare a casa, negli alberghi, appartamenti e campeggi. «Questo succede solo in Croazia e mai, dico mai, nei Paesi turisticamente forti», ha concluso lo zaratino.

Sul caso si è espresso anche il portavoce della Questura di Zara, Elis Žodan, rimarcando che le forze dell'ordine hanno il dovere di garantire l'ordine e la quiete pubblici, facendo rispettare le delibere prese dall'amministrazione cittadina: «Il comportamento dei nostri agenti è stato corretto, senza il benché minimo eccesso. Laddove c'era un baccano insopportabile sprigionato dagli altoparlanti, capace di arrecare disturbo ai residenti in zona, i nostri poliziotti hanno fatto spegnere la musica all'aperto, impedendo a bar ed esercizi di restare aperti anche dopo l'1.30».

Il direttore dell'Assoturistica cittadina, Ante Rados, ha fatto sapere invece di non saperne nulla, sottolineando però che l'orario di chiusura dei locali va rispettato. È stato molto chiaro Stipe Knežević, presidente dell'Assoartigiani zaratina e anch'egli ristoratore. «L'ordinanza sugli orari è una cosa, un'altra è invece la delibera sulla musica all'aperto che può essere diffusa fino a mezzanotte. Purtroppo siamo testimoni di imperdonabili inquinamenti acustici, che non permettono né agli altri vacanzieri, né agli zaratini di dormire in pace. L'ordine e la sicurezza vanno rispettati, altrimenti si sprofonda nell'anarchia, questa sì dannosa all'immagine turistica di Zara, della sua regione e della Croazia». Quello di Zara sembra al momento un caso isolato, che non ha episodi similari nel resto della Dalmazia, in Istria e nel Quarnero.

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