A Pordenonelegge trecento incontri per la festa dei libri

PORDENONE Un gatto nero dagli occhi gialli. I colori di Pordenonelegge affrontano con un pizzico di scaramanzia il 17° compleanno della kermesse letteraria più famosa della regione, rinnovandosi col bel felino in copertina nella consueta festa del libro con gli autori che adornerà le vetrine letterarie di Pordenone dal 14 al 18 settembre prossimi.
Un'occasione di festa e di incontri, di arte e musica, che punta a essere bandiera della cultura regionale e nazionale sempre più a tutto tondo, grazie anche al più stretto legame tra cultura e turismo, declinato nelle molte iniziative della Fondazione pordenonelegge che lungo tutto l'anno abbracciano il territorio per promuovere una regione che si sta dimostrando di conseguenza eccezionalmente fervida.

A sottolinearlo il direttore artistico del festival Gian Mario Villalta - nell'organizzazione da 15 anni al fianco di Alberto Garlini e Valentina Gasparet - che promette che le iniziative, fino a pochi anni fa concentrate nel cuore della città, si sposteranno anche nei quartieri fino a lambire chi non è stato finora fisicamente o emotivamente coinvolto.
«Un progetto - dice Villalta - che lungo l'anno ha dato sorprendenti risultati soprattutto didattici ed educativi, e che riteniamo possa essere uno strumento irrinunciabile nella formazione scolastica per tutta la città e la provincia, e a sua volta importante feedback di imput e risorse per la nostra manifestazione».

Difficile focalizzare gli argomenti e i temi della cinque giorni pordenonese, ma un primo quadro editoriale chiarisce dove si sta spostando l'attenzione di lettori e scrittori: «Abbiamo notato - prosegue Villalta - come si sia progressivamente abbandonato il mondo della polemica e del pettegolezzo politico, in flessione costante così come il mondo dell'economia, come a denunciare la disillusione e lo scetticismo nei confronti di una risoluzione economica dei problemi mondiali».
«Centrale invece il problema del lavoro come scenario futuro del cambiamento sociale e la mutata percezione della destinazione e dei piani di vita. L'urgenza filosofica, letteraria, antropologica, va alla ricerca di una nuova narrazione che tenga conto di questo differente panorama umano in movimento e che risponda in maniera nuova».

Sarà affidata a Dacia Maraini l'inaugurazione ufficiale, aprendo una danza che vedrà oltre 300 eventi con protagonisti della scena letteraria italiana e internazionale. Primo tra tutti Javier Cercas, Premio FriulAdria La storia in un romanzo 2016, un gradito ritorno in città dello scrittore spagnolo già ospite di Dedica Festival nel 2013.
Insieme a lui, a nutrire la schiera degli autori stranieri, presenti in quota uno su quattro, anche Cathleen Schine (autrice di Lettera d’amore), Peter Hoeg (Il senso di Smilla per la neve) in anteprima nazionale, Irvine Welsh (Trainspotting), Clara Sanchez, il Premio Pulitzer Geraldine Brooks, Marc Levy, Slavoj Zizek o Christoph Ransmayr, uno dei più interessanti romanzieri oggi in Europa.

Le presenze nazionali si alternano sulla scena con conferme e novità; c'è chi ormai è di casa come Susanna Tamaro, Claudio Magris, Corrado Augias, Marco Malvaldi, Massimo Recalcati, Paolo Crepet, Vittorino Andreoli, Luciano Canfora o Mauro Corona, chi da un po' non tornava come Valerio Massimo Manfredi o Stefano Zecchi, o chi ne è protagonista per la prima volta come Edoardo Albinati, fresco vincitore del premio Strega o Marco Ferrante, in anteprima col romanzo d’esordio e rappresentante della rinnovata schiera dei giallisti italiani.
Continua poi anche quest’anno la collaborazione tra pordenonelegge e il Premio Campiello Letteratura e saranno inoltre presentati i cinque finalisti del Premio Sgorlon, con la partecipazione di Fabiana Savorgnan di Brazzà e di Roberto Siagri, segretario e presidente del Comitato d’Onore che ha lo scopo di dare continuità e valore alla memoria dello scrittore friulano, la cui figura sarà rievocata da Mauro Corona e Antonio Franchini.

Un ampio spazio verrà poi dedicato all'arte e al suo racconto, dalla mostra “Bookart” alla storia dell'arte con Costantino D'Orazio, da “L’arte di scrivere d’arte” alla Graphic novel con Davide Toffolo, che presenterà la sua biografia di Magnus, in uscita nei giorni del festival. Ci sarà spazio anche per la grande fotografia, con il nuovo libro di Italo Zannier che, in dialogo con Massimo Donà, la racconterà tra eventi, invenzioni e scoperte nel XIX secolo.
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