Il custode dei sapori d’Italia Pappagallo è il volto pop del Festival Geografie 2026
Il cuoco e divulgatore sarà ospite in piazza della Repubblica a Monfalcone sabato 28 per parlare di cucina

La cucina, per Luca Pappagallo, cuoco e divulgatore di ricette di casa dalle tante radici regionali, è jazz. È improvvisare, è sperimentare, è contaminare, provare e ricercare. Non segue uno spartito rigido e complicato ma ha bisogno di cura e buoni prodotti di partenza.
Con la sua semplicità, la sua affabilità, i suoi toni dolci nel rivolgersi al pubblico, tanto vasto quando eterogeneo, dai social fino alla televisione, nel programma “A casa Pappagallo”, è seguitissimo, dall’intellettuale e dal manager, dalla giovane donna in carriera, come dalla signora “âgèe” a corto di idee.
Sarà ospite del Festival Geografie in piazza della Repubblica sabato 28 alle 18.30 per parlare di cucina, che coccola il corpo e l’anima, rilassa e crea condivisione, con l’esempio pratico delle ricette facili e gustose contenute nel suo quinto libro dal titolo “La magia dei sapori di casa”.
«Mi piace molto andare dalla gente nei festival e nei centri commerciali, ma anche in librerie e show-cooking. Per questo faccio tanti incontri e non mi limito a farmi vedere sui social e in televisione, per essere vicino a chi mi sceglie per la mia semplicità e la mia autenticità».
Per lui cucinare è un divertimento e si vede dall’entusiasmo dei gesti e si sente dal ritmo della parlata così simpaticamente toscana: «Mi fa piacere ricercare, ad esempio nel libro cito come primo esempio di zuppe la “Jota”, buonissima! Conosco il Fvg, ci torno con piacere, e so che qui ci sono grandi piatti della tradizione che non sono conosciuti appena fuori dalla regione. Ecco, io mi sento di portali in giro per l’Italia. Noi abbiamo un patrimonio immenso, non solo di ricette ma di approccio agli alimenti, che è la vera ricchezza che il mondo ci invidia».
Il libro offre spunti per ogni portata: «La mia filosofia è di proporre sempre ricette facili da realizzare durante la settimana, quando il tempo è poco, alternate ad altre più impegnative per le giornate libere, quando ci si può dedicare di più. Un viaggio di sapori lungo tutta l’Italia sapendo che ogni città, ogni borgata, ogni campanile hanno delle differenze. Assieme, una mappa ineguagliabile».
Ma cosa non fare in cucina? «Abbandonare i cibi che stiamo preparando. Bisogna averne sempre cura e quindi stare ai fornelli con attenzione e poi assaggiare perché un pezzo di pancetta può avere tanti gusti diversi».
Ai suoi incontri, fatto abbastanza raro, sono presenti anche i giovanissimi: «Mi emoziona incontrare e conquistare i più piccoli, non è facile. Mi commuovo quando mi portano i loro disegni e vedono che sono una persona vera, non un personaggio dietro a uno schermo. È bellissimo!». E la potenza dello stare a tavola può, nella “finzione” di uno scrittore, realizzare l’impossibile caso di far incontrare e dialogare due dei massimi pensatori che hanno influenzato il ’900: Marx (1818-1883) e Nietzsche (1844- 1900).
È questo l’escamotage letterario che il filosofo e scrittore Marcello Veneziani architetta nel suo saggio “Nietzsche e Marx si davano la mano. Vita, intrecci e pensiero dei due profeti che sconvolsero il mondo”. A Geografie ne parlerà venerdì 27 alle 21 in piazza Repubblica. Una miccia sul palco del Festival per scandagliare il pensiero dei due ordigni della modernità ancora accesi, per capire l’oggi e il domani. Nietzsche, euforico e febbrile, Marx rivoluzionario al tramonto, si sfioreranno oltre la storia.
Monfalcone, città di mare: la sua storia si è intrecciata tra rotte di commerci, avventure e grandi navi che ieri come oggi solcano gli oceani. Perfettamente in tema dunque il libro proposto da Piero Dorfles dal titolo “Le parole del mare”, giovedì 26 alle 10.30 nell’ambito del cartellone di GeoRagazzi al Bonezzi. L’autore traccerà una rotta nel tempo e nelle geografie. Dall’Odissea, incontrando Dante, Conrad e Stevenson, per approdare al presente, fra storie universali di vite e destini di uomini.
E una rotta in luoghi fuori dalle cartine ma dentro le coscienze, alla ricerca di una nuova declinazione dell’essere occidentali, sarà proposta domenica 29 alle 11.30 in piazza della Repubblica da Giuseppe Lupo, docente universitario, nel saggio “Medioccidente. Un’alternativa geografica, politica e culturale”.
È la proposta di una riflessione su una possibile soglia su cui creare un equilibrio fra New York e Gerusalemme, Istambul e Gibilterra, un pensiero di “continente morale” su cui fare crescere un nuovo patto fra gli uomini. I tre appuntamenti saranno condotti dal direttore artistico del Festival Gian Mario Villalta.
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