Calciopoli, Moggi incastrato dalle Sim straniere

NAPOLI Gli incontri con i designatori fuori delle sedi istituzionali, che emergono dalle intercettazioni telefoniche in prossimità delle partite, l’uso delle schede straniere fornite a arbitri e...
20060910 - ROMA - SPR - CALCIO: MOGGI, LA GENTE MI VUOLE BENE PERCHE' HA CAPITO. Una immagine di archivio, datata 07 maggio 2006, dell'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi. Se in pieno scandalo aveva detto che il calcio non sarebbe piu' stato il suo mondo, quattro mesi dopo Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, non ne e' piu' tanto convinto. ''Ha ragione chi mi ha detto che dal calcio bisogna andare via quando lo dici tu - ha detto intervistato nella trasmissione condotta da Simona Ventura 'Quelli che il calcio e...' - non quando vogliono gli altri''. ''Ho scoperto che la gente ha capito quello che e' successo, ha capito che non ho fatto nulla di male e mi vuole bene - ha proseguito Moggi - Quel tipo di intercettazioni bisogna farle con tutti a 360 gradi e non solo per una persona, o comunque non si puo' rendere note solo quelle fatte a pochi''. DANIEL DAL ZENNARO/ARCHIVIO - ANSA - KRZ
20060910 - ROMA - SPR - CALCIO: MOGGI, LA GENTE MI VUOLE BENE PERCHE' HA CAPITO. Una immagine di archivio, datata 07 maggio 2006, dell'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi. Se in pieno scandalo aveva detto che il calcio non sarebbe piu' stato il suo mondo, quattro mesi dopo Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, non ne e' piu' tanto convinto. ''Ha ragione chi mi ha detto che dal calcio bisogna andare via quando lo dici tu - ha detto intervistato nella trasmissione condotta da Simona Ventura 'Quelli che il calcio e...' - non quando vogliono gli altri''. ''Ho scoperto che la gente ha capito quello che e' successo, ha capito che non ho fatto nulla di male e mi vuole bene - ha proseguito Moggi - Quel tipo di intercettazioni bisogna farle con tutti a 360 gradi e non solo per una persona, o comunque non si puo' rendere note solo quelle fatte a pochi''. DANIEL DAL ZENNARO/ARCHIVIO - ANSA - KRZ

NAPOLI

Gli incontri con i designatori fuori delle sedi istituzionali, che emergono dalle intercettazioni telefoniche in prossimità delle partite, l’uso delle schede straniere fornite a arbitri e designatori, «il continuo e prolungato chiacchierare...che effettivamente può configurare la trasmissione del messaggio potenzialmente idoneo a spingere i designatori, e talora anche gli arbitri, a muoversi in determinale direzioni piuttosto che in altre».

Sono tra gli elementi di prova alla base della condanna dell’ex dg della Juventus Luciano Moggi, come si legge nelle motivazioni della sentenza depositata ieri. Il presidente del Tribunale, Teresa Casoria, si sofferma in particolare sul reato di associazione per delinquere indicando «quelli che si ritengono gli elementi di prova della responsabilità di Moggi, utili a conferirgli la qualifica di capo dell’associazione».

Nelle motivazioni si mette in risalto «il rapporto diffusamente amichevole degli arbitri con Moggi, che non perde valore indiziante solo perchè dagli atti emerge il rapporto di altri arbitri non imputati e addirittura di taluno degli arbitri imputati, come De Santis, altrettanto amichevole con dirigenti sportivi curanti interessi diversi da quelli di Luciano Moggi, ad esempio Meani (ex dirigente del Milan addetto al settore arbitri, ndr)».

Il Tribunale, nelle motivazioni della sentenza, parla inoltre del «rapporto disinibito con i rappresentanti della Figc» e cita una telefonata con l’ex presidente Franco Carraro da cui emerge «l’alto livello dell’invadenza nelle soluzioni tecniche», in riferimento alla Nazionale e sulle scelte dell’allora ct azzurro Marcello Lippi.

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