Addio Annamaria Percavassi, la signora del cinema a Trieste

E' scomparsa a pochi giorni dall’inaugurazione della 26a edizione del “suo” Trieste Film Festival
Annamaria Percavassi
Annamaria Percavassi

TRIESTE Se a Trieste il cinema è stato più “donna” che altrove, lo si deve ad Annamaria Percavassi, classe 1937, che ci ha lasciato ieri, dopo lunga malattia, a pochi giorni dall’inaugurazione della 26a edizione del “suo” Trieste Film Festival.

Questa manifestazione, già Alpe Adria Cinema, creata nel 1988 da Annamaria e da allora da lei diretta, era nota infatti internazionalmente non solo per essere la maggiore rassegna cinematografica triestina e una delle più importanti e rigorose d’Italia, ma anche per essere quella più femminile nei ranghi artistici e organizzativi.

«Film: non vetrine alla moda, ma un Est più vicino»
Silvano Trieste 20/03/2013 Premio ad Annamaria Percavassi

In una disciplina quanto mai androcentrica in ambito registico, festivaliero e critico come il cinema, questa ennesima particolarità triestina rappresentava un felice segno di presenza attiva delle donne nella vita della città.

Del resto Annamaria, bella, spiritosa, energica, almeno a me ricordava un po’ nel fisico e nei modi Elsa Merlini, la più grande attrice triestina e una delle più brillanti del cinema italiano. Come l’indimenticabile Elsa negli intrighi dei “telefoni bianchi”, nulla infatti sembrava poter fermare l’inarrestabile Annamaria nelle sue iniziative guidate dall’amore per il Cinema.

Spesso ricordava agli amici di essere riuscita a essere presente in via Franca 17, la sera del 14 dicembre 1968, all’inaugurazione della sua prima “creatura”, la Cappella Underground, nonostante stesse per partorire a ore la sua amatissima figlia. Insieme a Rosella Pisciotta, Annamaria formava il decisivo lato femminile di un gruppo formidabile di cinefili triestini abituati a pensare per progetti («un gruppo di giovani amici molto allegri, versatili, con voglia di cambiamento, appassionati di arte e di cultura», li definirà lei): ovvero il fratello Piero Percavassi, Mario de Luyk, Lorenzo Codelli e Cesare Picotti, a cui – dopo la Cappella Underground - si dovranno in seguito l’avvio dell’Ariston d’essai e del Teatro Miela.

Premio di vetro 2012 a Percavassi
Foto BRUNI TRieste 01.06.12 Pari opportunita':riconoscimento a Viviana Piercavassi

Fra quel dicembre 1968 e ieri, Annamaria Percavassi non si è fermata un attimo. In prima linea negli anni ’80 per far avere una Cineteca al Friuli Venezia Giulia e un Ufficio cinema a Trieste, promosse in quel periodo l’inserimento del cinema nella scuola con i corsi “Cin&massmedia”. Nel 1985 guidò e curò con Lorenzo Codelli il progetto “Un regard retrouvé” al Centre Pompidou di Parigi (nell’ambito del “Trouver Trieste”), a tutt’oggi la più importante manifestazione sulla storia e sui protagonisti del cinema triestino.

Ma è con l’organizzazione di rassegne tematiche alla fine degli anni ’80 dedicate alle cinematografie dell’Europa centro-orientale (Austria nell’87, Baviera nell’88) che Annamaria diventa il “deus ex machina” di Alpe Adria Cinema e del futuro Trieste Film Festival, che porterà in città fino a oggi i maggiori registi centro-europei, oltre a omaggiare degnamente glorie nostrane come Kezich, Cosulich e Giraldi. Ora Annamaria è scomparsa, ma la sua eredità culturale (il festival, la Casa del Cinema) e umana vive e vivrà fra i cinefili triestini e fra quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo