Ispettori del Tribunale al Cara di Gradisca

Ai raggi X documenti, beni e mezzi dopo la richiesta di concordato della cooperativa che gestisce la struttura
Manifestazione di protesta dei dipendenti Cara di Gradisca
Manifestazione di protesta dei dipendenti Cara di Gradisca

Futuro nebuloso per la gestione del Cara di Gradisca. Due tecnici del Tribunale di Trapani in queste ore si sono presentati al centro richiedenti asilo per una totale radiografia dei beni contenuti all'ex caserma Polonio e di proprietà del consorzio Connecting People, ove ha sede legale il consorzio siciliano. I tecnici del Tribunale hanno passato la struttura ai raggi X: hanno effettuato un inventario dei beni, delle forniture, delle suppellettili e dei mezzi in dotazione; li hanno fotografati ed etichettati uno ad uno, hanno controllato il chilometraggio dei veicoli. Secondo gli scarsi dettagli a disposizione, la procedura non sarebbe quella del pignoramento, ma legata alla richiesta di concordato in bianco presentata 12 mesi or sono da Connecting People allo stesso Tribunale di Trapani. Impossibile a riguardo avere conferme dalla Prefettura, mentre l'assessore provinciale al Lavoro Ilaria Cecot ritiene «doverosa la massima trasparenza» su quanto sta accadendo «per rispetto ai dipendenti del Cara e alle istituzioni del territorio».

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Correva l'8 febbraio 2014 quando venne avviata la procedura finalizzata a scongiurare la dichiarazione di fallimento del consorzio siciliano ed eventuali azioni di responsabilità nei confronti dei suoi amministratori. Connecting aveva espresso la volontà di presentare ai creditori un piano di rientro. Di certo il viavai all'ex caserma Polonio tiene con il fiato sospeso gli operatori della struttura, da tempo creditori nei confronti di Connecting People (e della Prefettura, che della gestione del Cara è l'ente appaltante).

Seguendo un triste copione che si rinnova da anni, i dipendenti stanno vedendo nuovamente maturare pesantissimi ritardi nell'erogazione degli stipendi: aspettano i salari compresi fra novembre e marzo, che ormai volge alla conclusione, più la tredicesima. Kafkiana poi la situazione dei professionisti a partita Iva (medici e infermieri) le cui fatture non sono pagate da oltre un anno. Il consorzio siciliano non fa mistero della crisi, che addebita ai ritardi con cui lo Stato procede ai pagamenti ma soprattutto alla mancata rimodulazione del contratto d'appalto.

Correva l'8 febbraio 2014 quando venne avviata la procedura finalizzata a scongiurare la dichiarazione di fallimento del consorzio siciliano ed eventuali azioni di responsabilità nei confronti dei suoi amministratori. Connecting aveva espresso la volontà di presentare ai creditori un piano di rientro. Di certo il viavai all'ex caserma Polonio tiene con il fiato sospeso gli operatori della struttura, da tempo creditori nei confronti di Connecting People (e della Prefettura, che della gestione del Cara è l'ente appaltante).

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Bumbaca Gorizia 10.01.2015 Clandestini al Parco Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Seguendo un triste copione che si rinnova da anni, i dipendenti stanno vedendo nuovamente maturare pesantissimi ritardi nell'erogazione degli stipendi: aspettano i salari compresi fra novembre e marzo, che ormai volge alla conclusione, più la tredicesima. Kafkiana poi la situazione dei professionisti a partita Iva (medici e infermieri) le cui fatture non sono pagate da oltre un anno. Il consorzio siciliano non fa mistero della crisi, che addebita ai ritardi con cui lo Stato procede ai pagamenti ma soprattutto alla mancata rimodulazione del contratto d'appalto.

Rimodulazione che - come riporta una recente nota - sarebbe stata opportuna dopo alcune modifiche sostanziali operate dalla Prefettura per conto del Viminale: leggasi l'aumento di capienza del Cara da 138 a 202 posti, e la contemporanea chiusura del Cie. «A fronte di posti sempre occupati alla massima capienza – si difende il consorzio trapanese - dal novembre 2013 al dicembre 2014 la Prefettura ha provveduto a pagare a Connecting People solo per 138 posti». Tale circostanza avrebbe generato «una sofferenza cronica nella copertura dei costi» e sarebbe «la maggiore causa dello stato di crisi finanziaria del Consorzio», che a febbraio 2014 ha presentato domanda di concordato preventivo. «Vista la mancata rimodulazione a cui si è inutilmente lavorato per mesi, è in essere la procedura di risoluzione consensuale del contratto».

Sullo sfondo rimane il caso giudiziario che lega a doppio filo Prefettura di Gorizia e Connecting People: 13 persone rinviate a giudizio dopo l'inchiesta sulle presunte fatture e presenze gonfiate all'ex Polonio. Il viceprefetto di Gorizia Gloria Sandra Allegretto e il ragioniere capo Telesio Colafati sono imputati di falso materiale e ideologico in atti pubblici. Undici persone tra i vertici della Connecting sono invece imputate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato a inadempienze in pubbliche forniture.

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