Pressing per salvare gli 850 posti Alcatel

Assemblee dei lavoratori, incontri con i rappresentanti istituzionali, lettere al Governo: arriverà già oggi al diapason la tensione per il futuro dello stabilimento Alcatel-Lucent di strada Monte d’Oro che impiega nella produzione di apparati per trasmissioni in fibra ottica, tra tempi indeterminati e lavoratori somministrati, 718 dipendenti. È in pericolo il loro posto di lavoro e quello dei lavoratori dell’indotto, per un totale di 850 persone. La situazione si è fatta incandescente dopo le dichiarazioni fatte a Parigi dall’amministratore delegato di Alcatel-Lucent, Michel Combes al Coordinamento sindacale europeo di cui fa parte anche Andrea Raini, rsu della Uilm. Combes ha parlato di abbandono dei siti produttivi, tra i quali rientra anche lo stabilimento triestino. Ciò all’indomani dell’annuncio dell’accordo con Nokia.
Dall'operazione nascerà una nuova società, Nokia Corporations, un colosso da circa 26 miliardi di euro annui di ricavi, detenuto al 66,5% dagli azionisti Nokia e al 33,5% da quelli di Alcatel, con sede in Finlandia e presidente e ceo della vecchia Nokia e vicepresidente del Consiglio di amministrazione proveniente da Alcatel-Lucent. Le opportunità della fusione nascono dal fatto che la grande mole di dati che viene prodotta e cresce ogni giorno necessita di reti ultraveloci (dopo il 4G, già si parla di 5G), servizi cloud e così via. L’unione degli sforzi intende riportare un gruppo europeo ai vertici di un settore che è ormai dominato da Corea, Cina e Stati Uniti. Lo stabilimento triestino potrebbe essere vendute alle società statunitensi Flextronics e Jabils, secondo le voci che circolano, strategicamente orientate a delocalizzare la produzione nei Paesi low cost. Ne potrebbe conseguire la chiusura della “fabbrica” triestina.
Martedì, secondo quanto riferisce Antonio Rodà segretario provinciale Uilm, Combes sarà in Italia presumibilmente a Vimercate dove ha sede l’headquarter della multinazionale nel nostro Paese e dovrebbe essere intercettato per fornire dettagli sul futuro dei siti produttivi come quello triestino, che dovrebbero esser venduti. «Due assemblee verranno fatte nello stabilimento - annuncia Rodà - e non è escluso che venga proclamato uno sciopero. In serata i rappresentanti di fabbrica si presenteranno in Consiglio comunale, dov’è prevista una seduta, per avere un incontro con i capigruppo. In questi giorni anche il Consiglio provinciale dovrebbe approvare una mozione mentre da parte nostra chiederemo un nuovo incontro con la presidente della Regione». La stessa Serracchiani dopo aver riferito di aver già avuto un colloquio con il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha annunciato che «lo stesso ministro contatterà nei prossimi giorni Nokia per prendere in mano il filo di questo discorso. Noi siamo convinti - ha aggiunto - che il sito di Trieste abbia un futuro e vogliamo mettere in opera tutte le azioni per scongiurare una crisi che avrebbe gravissime conseguenze». «Invierò invierò al ministro Guidi una lettera - ha annunciato anche il sindaco Roberto Cosolini - chiedendo che il governo si impegni a negoziare con le società interessate per garantire un futuro allo stabilimento di Trieste». «Le tragiche notizie che arrivano da Parigi - ha dichiarato Lorenzo Giorgi capogruppo Pdl in Comune - sono una scure insopportabile per il tessuto lavorativo della città. Subito le istituzioni cittadine e regionali si uniscano compatte a difesa dei lavoratori di Alcatel».
«È inconcepibile il fatto che un gruppo leader mondiale delle telecomunicazioni voglia privarsi di un asset così prezioso come quello rappresentato dal sito produttivo di Trieste che proprio in questo frangente non manca di commesse e sta lavorando alacremente - ha aggiunto Rodà - ma sarebbe altrettanto incomprensibile che il governo non si battesse per salvaguardare una produzione partner dell’Agenda digitale (una delle sette principali iniziative avviate dall’Unione europea per la propria crescita, ndr.)». Lo stabilimento triestino vanta infatti oltre duecento clienti in cinque continenti.
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