Grandi navi a Trieste, Venezia insorge

TRIESTE Seppure per via indiretta, il ministro Dario Franceschini ha confermato ieri il suo convincimento a favore di Trieste hub principale per le crociere in Alto Adriatico, espresso giovedì pomeriggio a Portici in occasione degli Stati generali del turismo sostenibile, ma la protesta in Veneto cresce fino a diventare quasi una rivolta.
«Il ministro sottolinea che non va escluso che unità da crociera possano arrivare a Venezia - ha ribadito ieri il suo portavoce - ma conferma che l’hub principale in Alto Adriatico per le grandi navi bianche dovrebbe essere il Porto Vecchio di Trieste. Non intende ora aggiungere altro dal momento che è in corso un acceso dibattito».
«Non rinunceremo a tremila posti di lavoro, 400 milioni di fatturato e quasi due milioni di turisti», è insorto nuovamente il governatore del Veneto Luca Zaia intervenendo nella trasmissione di una tv locale. «Se dovesse passare il principio dello spostamento delle navi da crociera a Trieste - ha aggiunto dopo aver criticato una presa di posizione favorevole da parte del sindacato di categoria della Cgil del Friuli Venezia Giulia - ci troveremo ad assistere a un’altra guerra tra poveri mentre Roma, da cui guarda caso partono queste proposte, se la ride».
Ancora più pesante la presa di posizione di Massimiliano Barison, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale del Veneto: «C’è della follia nella posizione del ministro e del governo. Il ministro ha detto: dobbiamo cambiare anche a costo di scontentare qualcuno. Guarda caso, se c’è da deludere qualcuno il Veneto è sempre in prima posizione: forse scontiamo il fatto di non essere una regione di stretta ubbidienza renziana». E ha denunciato il fatto che a Trieste «mancano i servizi di terra e sarebbero necessari ingenti lavori per adeguare l’antica diga per permettere le manovre».
Ma gli strali arrivano anche dal Pd del Veneto. «Ritengo sia opportuno un chiarimento sulle parole del ministro che non tengono conto dello sforzo comune che si sta facendo per salvare le attività portuali veneziane e tutelare l’ambiente», ha affermato al consigliera regionale Alessandra Moretti. È andato giù duro anche Matteo Zoppas presidente di Confindustria Venezia: «Invitiamo il ministro Franceschini a spiegare questa sua opinione di persona davanti alle diverse migliaia di lavoratori e imprenditori a cui deve però anche indicare come garantirà loro il mantenimento dei posti di lavoro, degli investimenti e dello sviluppo economico».
Ma non tutte le reazioni da Venezia sono negative. Secondo la locale sezione di Italia Nostra «spostare il crocierismo gigantista a Trieste, che ha fondali adatti, è imperativo». E proprio domani alle 15.30 in riva alle Zattere è in programma la manifestazione dei Comitati “No grandi navi”.
Ieri la governatrice Fvg Debora Serracchiani ha tentato di smussare un po’ i toni: «La proposta significa che quando Venezia arriva a saturazione, Trieste può essere il secondo hub per accogliere le persone che arrivano nelle navi da crociera le quali possono poi essere portate in visita a Venezia».
«Porto Vecchio come hub crocieristico dell’Alto Adriatico - è il commento di Antonella Grim segretaria Fvg del Pd - è una soluzione vincente: abbiamo sempre creduto in un forte rilancio dell’antico scalo e ora finalmente si aprono le prime concrete possibilità, mentre Venezia è un gioiello universale da salvaguardare».
«Questo governo finalmente si sta impegnando per risolvere i problemi di Trieste che per anni erano stati lasciati nel limbo», hanno dichiarato Alessandro Carmi, Mario Ravalico e Matteo Puppi del Pd. Una valutazione positiva «anche se restano molti dubbi sull’utilizzo del Porto vecchio» arriva da FareAmbiente. «La volontà di portare le navi da crociera a Trieste è certamente una buona notizia» ha commentato Valentino Lorelli segretario Fvg di Filt-Cgil, suscitando come detto, l’ira di Zaia.
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