Tagli alla Burgo, spiragli sulla trattativa

TRIESTE La prima trasferta romana al ministero dello Sviluppo economico (Mise), per tentare di trovare una soluzione alla prospettiva di 153 licenziamenti su 372 dipendenti alla Cartiera Burgo di Duino in seguito alla chiusura della “linea 2”, non ha ieri risolto una vertenza dalle premesse piuttosto aspre - come era prevedibile - ma ha perlomeno consentito di aprire alcuni tenui spiragli, per evitare la condanna della fabbrica a una probabile definitiva dismissione. I tempi sono strettissimi, come dimostra una nuova convocazione del tavolo di crisi nella Capitale per il prossimo giovedì 26 novembre.
Sono due dichiarazioni del governatore Debora Serracchiani, presente al tavolo nel dicastero di via Molise, ad accreditare prudentissimi auspici: «Dall’azienda è stata manifestata una minima apertura rispetto alle decisioni su tagli occupazionali e di produzione». «Minima apertura» collegata all’impegno, espresso dalla stessa Serracchiani durante il confronto romano, «a individuare forme di accompagnamento che possano favorire l’uscita da questa situazione critica». Insomma, Regione Fvg disponibile a vagliare termini e condizioni di una riconversione produttiva, tale da diversificare l’attuale perdente “patinatino” verso attività più redditizie, come il cosiddetto “cartoncino”: la Serracchiani non ha dettagliato cifre e progetti, anche perchè il muro di gomma eretto da Burgo rende impenetrabili le reali intenzioni della controparte imprenditoriale.
Un messaggio, quello del governatore, che il rappresentante del gruppo cartario alla riunione ministeriale, il responsabile delle risorse umane Franco Montevecchi, trasmetterà all’attenzione dei vertici aziendali. Il manager, come già il suo vice Paolo Simonato in occasione dell’incontro triestino di venerdì 13, ha preso tempo: d’altronde non è lui a decidere. Difficile prevedere le mosse della Burgo, che non rilascia dichiarazioni neppure per un anodino “no comment” e che appare fortemente condizionata dalle logiche dei nuovi soci banchieri (Mediobanca, Unicredit, Intesa SanPaolo, Banco Popolare), che hanno sottoscritto la conversione di 200 milioni di debito in “strumenti partecipativi”. Particolare non irrilevante: al confronto romano, analogamente alla precedente puntata di venerdì, non ha partecipato l’amministratore delegato Paolo Mattei. In sede ministeriale Burgo ha ribadito l’indisponibilità a consegnare il piano industriale, in quanto - secondo quello che hanno riferito fonti sindacali - il gruppo ritiene la situazione di mercato molto variabile, quindi ad alto tasso di imprevedibilità, dunque difficilmente pianificabile. Indisponibilità polemicamente rilevata dalla Serracchiani, che a Trieste aveva chiesto informazioni sulla strategia industriale dell’azienda.
Per il ministero c’era Giampiero Castano, responsabile dell’unità che si occupa delle vertenze, buon conoscitore della realtà economica regionale perchè ha seguito altri spinosi dossier di crisi (Ferriera, Electrolux, Ideal Standard). «Regione e Mise procedono in piena sintonia sul caso Burgo», ha precisato la Serracchiani nel comunicato diramato dalla Regione a fine riunione. La convocazione della prossima riunione, a stretto giro di posta, dovrebbe consentire al ministero di affilare gli strumenti di confronto con il gruppo industriale.
Presenti al gran completo le delegazioni sindacali, guidate dalle segreterie nazionali di categoria: Gianluca Carrega (Cgil), Mauro di Francesco (Uil), Paolo Gallo (Cisl). D’altronde il dossier Duino è un caso di rilevanza nazionale, perchè al momento è l’unico stabilimento interessato a tagli di linee produttive. Ha limitato i danni Verzuolo nel cuneese, è stata risparmiata Villorba nel trevigiano. Invece Duino sta pagando per tutti. I sindacati - come ha riportato l’esponente cislino Massimo Albanesi - hanno sostenuto compattamente la riconversione della “linea 2” e il ritiro della procedura di mobilità. A Cgil-Cisl-Uil la Serracchiani ha chiesto una tregua fino a giovedì 26. Oggi, dalle 14 alle 16, l’assemblea dei lavoratori valuterà come proseguire la mobilitazione.
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