Trieste, nessuna tregua sindacale alla Burgo

TRIESTE I lavoratori della Cartiera Burgo non si fidano dell’azienda e, nonostante l’invito dell’azienda recepito dal governatore Serracchiani al tavolo ministeriale dell’altro giorno, non accettano la tregua proposta. Niente ritiro delle procedure di mobilità da parte della Burgo, quindi nessuno stop delle agitazioni.
Le maestranze continueranno così la loro protesta, attuando uno sciopero “a scacchiera” di un’ora per ognuno dei tre turni: è in ballo il 40% dell’organico dello stabilimento, che corre l’alto rischio di essere tagliato, perchè il gruppo cartario, unilateralmente, ha deciso di sopprimere la linea produttiva “2”.
«Non è tempo di abbassare la guardia», hanno sostenuto i quasi duecento partecipanti all’assemblea dove ieri pomeriggio, dalle 14 alle 16, i rappresentanti sindacali hanno relazionato sulla trasferta romana di martedì. C’erano le sei rsu con i tre cislini (Benvenuto, Matteazzi, Pulitanò), i due cigiellini (Cusmin, Candotto più il territoriale Goat), l’esponente della Uil (Mian).
Nel corso del dibattito - secondo quanto hanno riferito fonti sindacali - è intervenuta una quindicina di dipendenti, che in buona sostanza hanno ribadito la loro sfiducia nei confronti di un gruppo, ritenuto poco credibile e poco affidabile. E francamente troppo striminzita quella timidissima apertura di gioco aziendale sulla disponibilità della Regione Fvg a supportare una possibile riconversione produttiva, per scambiarla con una settimana senza sciopero. I lavoratori - hanno precisato le stesse fonti - hanno apprezzato l’atteggiamento delle istituzioni, governo e Regione. Per cui, alla fine, gioco duro a gioco duro e giovedì 26 novembre a Roma si vedrà se qualcosa si sarà mosso.
Sulla vicenda-Duino da segnalare una nota delle categorie nazionali Cgil-Cisl-Uil-Ugl, nella quale si chiedono ammortizzatori sociali e riconversione dal “patinatino” alla carta per packaging.
Dal canto suo la Regione Fvg ha ribadito la volontà di supportare alternative alla chiusura della linea produttiva “2”, concordando l’iniziativa con il governo nazionale. Lo ha detto nell’aula del Consiglio il vicepresidente Sergio Bolzonello, replicando a un’interrogazione di Igor Gabrovec (Pd-Slovenska skupnost). «Ogni approfondimento sarà effettuato con l’azienda - ha detto Bolzonello - per esplorare i possibili margini di manovra».
Quello che l’esecutivo regionale chiede all’interlocutore imprenditoriale, è la chiarezza delle intenzioni. Come accadde nella vertenza Electrolux - ha ricordato Bolzonello - , quando la multinazionale svedese dell’elettrodomestico fu esplicita nel fornire numeri e scelte strategiche, consentendo la messa in sicurezza dello stabilimento di Porcia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo











