Pola: Vis affondata, chiazza oleosa in superficie

Tecnici in azione, incidente chiuso. L’ex proprietario: lo scafo era stato ripulito. La Capitaneria valuta una denuncia
La Vis avvolta dal fumo delle detonazioni durante l’affondamento (foto da hrt.hr)
La Vis avvolta dal fumo delle detonazioni durante l’affondamento (foto da hrt.hr)

POLA. A tre giorni dall’affondamento pilotato mirato a farne tana per i pesci e attrazione per i tanti subacquei che si immergono nell’area, ha fatto nuovamente parlare di sé - ma questa volta per motivi di inquinamento - la motonave Vis, un tempo ammiraglia della flotta militare jugoslava, a bordo della quale il maresciallo Tito ha solcato i mari del pianeta spesso in compagnia di eminenti personalità di tutto il mondo.

L'affondamento del "Vis" visto dalle telecamere a bordo

L’inquinamento si è rivelato fortunatamente di proporzioni contenute, ma è stato comunque tale da indurre la Capitaneria di porto a valutare in queste ore la possibilità di sporgere una denuncia al giudice per le trasgressioni (un ruolo più o meno corrispondente a quello del pretore in Italia) nei confronti dell'ormai ex proprietario dell'imbarcazione Arsen Brajkovic.

Operazione Vis, uno show da applausi

Giacché si trova adagiato ora sui fondali marini nel Parco naturale di Capo Promontore, il relitto infatti è passato automaticamente sotto la proprietà dello stato: ad Arsen Brajkovic comunque rimane la concessione ventennale per lo sfruttamento economico dell’imbarcazione come destinazione appunto di esplorazioni subacquee.

Ebbene, ieri mattina una motovedetta della polizia del mare ha individuato un velo oleoso di qualche decina di metri quadrati nel punto in cui la Vis è stata fatta colare a picco domenica con due cariche esplosive, a 250 metri al largo di Punta Promontore.

Vis, la nave ammiraglia di Tito finisce negli abissi a Promontore
La motonave Vis ormeggiata in attesa dell’affondamento (foto da glasistre.hr)

Gli agenti hanno immediatamente allertato la Capitaneria di porto di Pola, lo stesso Arsen Brajkovic e la società Dezinsekcija di Fiume, specializzata in operazioni antiinquinamento sul mare. Brajkovic ha subito dichiarato che l'inquinamento doveva essere sicuramente minimo in quanto prima dell'affondamento la Vis era stata ripulita di tutto il materiale inquinante possibile.

La Dezinfekcija ha comunque provveduto a mandare in ricognizione un battello con alcuni sub che si sono immersi ieri intorno a mezzogiorno, ritornando in superficie dopo una perlustrazione durata 45 minuti. Il comandante della piccola unità Zeliko Simonovic ha dichiarato che i sub non hanno individuato alcuna perdita di liquidi oleosi dal relitto, e che dunque non vi era alcuna necessità di intervenire. «E poi - ha aggiunto Simonovi„ - nel frattempo il velo oleoso era sparito, per cui l'incidente è da considerarsi chiuso».

Affondata al largo di Pola la nave di Tito

Come detto però la questione non finisce qui, in quanto la Capitaneria di porto di Pola sta valutando la possibilità di spiccare denuncia nei confronti di Arsen Brajkovic. A questo punto si pone l’interrogativo: quale la fonte dell'inquinamento? Anche se mancano risposte ufficiali, si potrebbe intuire che le due cariche esplosive abbiano lacerato i serbatoi della Vis i quali, sebbene accuratamente svuotati, potrebbero avere liberato in mare qualche residuo di gasolio.

Domenica scorsa l’affondamento pilotato della Vis si era trasformato esso stesso in un’attrazione: migliaia di persone erano arrivate in mattinata nell’area per assistere all’esplosione delle cariche piazzate sullo scafo che era colato a picco.

Con una variante rispetto a quanto previsto: secondo gli esperti l’affondamento avrebbe richiesto all’incirca un’ora, invece la nave si era inabissata nel giro di pochi minuti. Decine e decine le barche dei diportisti che erano arrivate in zona per assistere all’operazione, mentre a terra si era formato un ingorgo di auto lungo la strada che porta a Capo Promontore.

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